In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Eccomi

Blogger: onlyyou
Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.

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venerdì, 27 luglio 2007

Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare.

(Brassai)

 

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Postato da: onlyyou a 19:35 | link | commenti (21)
fotografie, fotografia, aforismi, formentera

martedì, 24 luglio 2007

SENZA TITOLO

Se mi emoziona

pensare a una targhetta sul citofono

con i nostri cognomi congiunti

se prima di addormentarmi

mi studio di variarla

in ottone

in ferro smaltato bombé

in plastica oro a caratteri rossi

in plastica grigia a caratteri blu

in cartoncino manoscritto

nell'antica striscia del dymo

immagina

quanto male mi faccia

pensare a un figlio in cui congiunti

fossero i nostri occhi

 (Michela Mari, Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi)

Postato da: onlyyou a 15:51 | link | commenti (6)
poesia

lunedì, 23 luglio 2007

"Per arrivare all'alba, non c'è altra via che la notte"
Khalil Gibran

Postato da: onlyyou a 23:22 | link | commenti (6)
pensieri, aforismi, saudade, dispiacere

lunedì, 16 luglio 2007

E’ assurdo
dice la ragione
E’ quel che è
dice l’amore

E’ infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
E’ quel che è
dice l’amore

E’ ridicolo
dice l’orgoglio
E’ avventato
dice la prudenza
E’ impossibile
dice l’esperienza
E’ quel che è
dice l’amore

Erich Fried, E’ QUEL CHE E’ - Poesie d’amore di paura di collera (Giulio Einaudi Editore)

Postato da: onlyyou a 20:39 | link | commenti (14)
poesia, ricordi, fotografie, lampedusa, saudade

sabato, 14 luglio 2007

NUVOLE DENTRO
Nubi. Vanno e vengono. Si sparpagliano e si radunano. Un soffio le spinge e il vento le riporta. Nuvole bianche che si rincorrono, mi rincorrono. Nuvole brune, lente, dense. Mi travolgono, mi affaticano.
Son di passaggio, o resteranno, pesanti ricci che vorrei lontani? 
Lunga sosta. Porta una pioggia che cade traversa. Porta respiri di tristezza. Ma non ho grappa per riscaldarmi né un ponte da attraversare. Non ho parole né abbracci né ombrelli, resto fluttuante tra la terra e il temporale, alta-lenta che mi culla e mi chiama.
Meteoropatia, malessere del tempo che così non passa mai. Il velarsi del cielo lo sento come un peso, un dolore, consapevole che così sarebbe stato. Cerco stelle, appigli, grovigli e punti di fuga e ugualmente non mi quieto. Nuvole, fiocchi di cotone sporco di pece, fanno mancare il fiato e sono nebbia spessa, sono tramite e mezzo, sono tutto e niente. Come pietra e lama che ferisce, stanotte, ogni notte. Nell'assenza.

Postato da: onlyyou a 18:18 | link | commenti (8)
pensieri, viaggi, ricordi, tristezza, fotografie, messico, saudade, dispiacere

martedì, 10 luglio 2007

Rannicchiata
Rannicchiata
sto
dove il silenzio è respiro,
è un vago sapore
nel vuoto dello stomaco,
è labirinto terrestre
di sentimenti e destino.
Rannicchiata
sogno
sul litorale degli occhi
di fermare la pioggia
e come guscio di noce
che tutto racchiude
rotolare
dove vuole il pendio.

Postato da: onlyyou a 15:14 | link | commenti (9)
pensieri, poesia, saudade

venerdì, 06 luglio 2007

Ho a lungo fissato  

la piccola bottiglia che m'era

davanti

e che si staglia nuda erta e netta

contro il panorama della finestra

sull'azzurra campitura del mare.

L'ho fissata a lungo

fino a che è scomparsa

effusa

lieve e trasparente

rosa cosa dell'aria

palpito

o diafana medusa

 

(L. Fontanella, L'azzurra memoria)

Postato da: onlyyou a 16:21 | link | commenti (12)
poesia, fotografie

giovedì, 05 luglio 2007

LE STRA-STREGHE  
Questo post è dedicato a una strega. Non quella che ho messo a rigirare il pentolone nel post precedente. Questa è una strega vera. Una stra-strega, rarità esoterico-splinderiana che è un mix di simpatia e freschezza, di confabulazione e amicizia, di dolcezza e pungente ironia. Si chiama Sara, nome e occhi più da Fatina Turchina che da megera. Ma tant’è. Alle volte dietro un bel faccino può anche nascondersi una doppia personalità. E’ amica mia, la strega. Una di quelle che è meglio tenersi strette, così son meno pericolose e moltomamolto preziose allo spirito e al cuore. Si mescola bene a me, che sono una stratega, o almeno questo è ciò che gli altri dicono. Metto in pratica le strategie inesatte di chi vede chiaro e lucente stando fuori dai fatti ma che appena invece ci si caccia dentro, tutto si annebbia e si rabbuia Sarettina ed io, insieme facciamo le stra-streghe sognatrici. Lei mi chiama zia, mannaggia. Così spesso che quasi quasi mi arrabbio, però glielo lascio fare, perché in fondo mi piace esserle zia, mi mette di buon umore anche quando non lo sono. Dispenso a ogni occasione consigli da zia vera che temo lei segua, mentre dovrebbe fare esattamente il contrario. Basti pensare che qualche volta le ho pure consigliato di fare la cubista! Ce la raccontiamo, ogni tanto, sui casi della vita e della strada, incidenti di percorso e del cuore e altre amenità. Conversando così per caso, siamo diventate amiche. Un pezzo alla volta, una sera alla volta, scambiandoci pareri e fotografie. L’amicizia è questo, dopo tutto. Amico è tutto, è l’eternità, cantava Renatino… L’amico, le amiche, si nutrono di sentimenti che superano distanze e difficoltà, che limano spigoli e varcano ponti, con ogni mezzo possibile. Ci si vuole molto bene, pare, tra noi, proprio come accade nella vita vera. Ci si tiene vicine, anche in lontananza. Parliamo due lingue diverse eppure ci capiamo: io son del Nord e lei sta un po’ più giù, ma non c’è dialetto o inflessione che tenga. Dal pentolone chiacchierone ne vengon fuori di tutti i colori. Qualche volta, lì dentro, mettiamo a bollire qualche sgradevole pollastro. E ci piace un sacco cucinarli, quelli lì. Con una lieve aggiunta di prezzemolo, li trasformiamo in gustosissimi manicaretti, anche se non siam cuoche ma stra-sgreghe.

Postato da: onlyyou a 17:47 | link | commenti (1)
pensieri, amicizia, ironia, renato zero

lunedì, 02 luglio 2007

RICETTE IMPRATICABILI
Ho un’amica cuoca. Sembra uscita da un dipinto di Botero. E' grassottella e vagamente irascibile, ma è una favola di donna con due occhi verdi come un lago alpino. Se la prende sempre con chi non capisce la sua cucina. Se la prende sul serio, visto che è anche permalosissima. Con me però è una pasta, un pasticcino, potrei dire. Si diverte da impazzire a farmi provare di tutto, le rare volte che ci vediamo. Dice che sono fatta per questo. Mah. Speriamo che con tutte quelle sue trasgressioni culinarie io non finisca per rimetterci in rotondità ed equilibri. Per ora è uno spasso. Proprio oggi mi parlava di una certa ricetta nuova che ha inventato. E’ fatta coi pomodori pachino. Ripieni di tonno, se non ricordo male. Poi impanati e fritti. Condizione per lei indispensabile è che siano sodi, perché, dice, quelli mollicci non li sopporta. E io rido. Ricetta impraticabile, mi sa. Anche un po’ pesantina, a dirla tutta. Ma il genio creativo non va frenato, in nessun ambito. Alle prese con della carne, passa un tempo infinito a massaggiarla prima di farla finire in forno o in padella. Mi piace vederla sporcarsi le mani. Acqua e farina e sorrisi controluce. Potrebbe stare ai suoi fornelli anche bendata. Credo che prima o poi lo farà. Se si vuol farle perdere la testa, basta parlarle di cioccolata, caffè e peperoncino. C’è chi ha avuto la fortuna di vederla mugolare con in bocca un pezzetto di fondente. Famosi sono nel quartiere e anche altrove i suoi conchiglioni alla feta e porcini. Famosa anche la sua avversione al “cavolo-fiore” come lo chiama lei. Prima di farti assaggiare qualunque suo piatto, ti avverte. Con mesi di anticipo. Non riesce proprio a non farlo. Preannuncia pregustandoli per prima profumi e cambiamenti, le è indispensabile sondare le reazioni prima di “tuffarsi” nell’ignoto. Si diletta in sapori letterari e filosofici, il suo mestiere è fatto di poesia, maestria, geografia, invenzioni e animalesco sentire. Una volta ho assistito alla realizzazione di una frittata memorabile. Era semplice e fatta con un amore da commuoverti. Io ero lì immobile, non dovevo nemmeno apparecchiare la tavola. La osservavo come si guarda un quadro in un museo, rapiti dalla sindrome di Stendhal. Fu un vero regalo. La sua è una cucina che consola, quella che ci vorrebbe sempre, fatta di attenzione e passione, in un mix da premiare con le tre forchette.

Postato da: onlyyou a 17:36 | link | commenti (4)
ricordi, cucina, ironia

"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti:

per questo il suo breve tempo le basta".

(Rabindranath Tagore)

Postato da: onlyyou a 12:07 | link | commenti (4)
aforismi