In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Eccomi

Blogger: onlyyou
Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.

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venerdì, 29 giugno 2007

ARLECCHINO
Attraverso la città sul mio carro argentato. Poco traffico, per essere un giovedì. Alla radio Elisa canta con LIgabue i suoi "Ostacoli del cuore". Quante cose che non sai di me, quante cose che non puoi sapere... la sua voce di cristallo fa vibrare abitacolo e il mio diaframma. E’ una rara serata fresca di inizio estate, che fa venire da pensare a come si cambia, a come cambia la vita e a quanto noi. Evoluzioni, migrazioni, di continenti e strade diverse, a ogni stagione. E’ il nostro mettersi in gioco, naturale come un battito d’ali in rotta verso il sole. E’ la Commedia dell’Arte di questa vita che non è mai la stessa, mai quella che si vorrebbe per noi. Sf-accettature... Sposto il prisma per catturare la luce che se ne va. Se guardo su, dal mio cielo scendono coriandoli di baci rossi, pioggia sensuale e malinconica che rallegra un arlecchino triste. Pare uscito da un tombino: sgualcito, spaesato, il cuore increspato da pensieri. Fa un inchino e sorride un po'. Il suo Carnevale è durato un giorno, come una festa part-time che ora non è più. Lontano è il clamore di un gelato di strada, distanti risate, filastrocche e allegorie, distante la felicità, le emozioni, onde che tornano dolenti in questa sera. A luci spente sembra tutto traballante, evanescente, vano. A luci spente, quando il sipario si chiude, Arlechin Batòcio si leva la maschera e si rimette i panni di sempre, black and white.

Postato da: onlyyou a 18:50 | link | commenti (5)
pensieri, musica, ricordi, saudade

mercoledì, 20 giugno 2007

CADERE E RIALZARSI
 
Due mari, due mondi. Di qua e di là dall’itsmo diversi universi, e tu ci cammini in mezzo, saltellando tra la sabbia e le rocce. Cadi, inciampi e ti rialzi. Sanguinante, dolorante. E’ come sulla terraferma, laggiù nel continente. Farsi male e poi aspettare che passi. E poi procedere comunque, verso ciò che ti chiama, provando a capirci qualcosa fin oltre il faro di Cap de Barbaria, che al tramonto è così bello da commuoverti. Lasciandosi travolgere dal blu sopra e sotto e accanto. In compagnia del vento, che gioca coi tuoi capRicci, tuffata dei profumi di erbe aromatiche e pesce che ti entrano dal naso giù fino all’ombelico. Un cammino un po’ giullare, il tuo. Jolly che sonaglia e sorride alla sfortuna, a quella luna che non va. Pensi a quale riva sarà meglio per te, pensi che non hai mai un vestito adatto per le occasioni, per tutte, pensi che vorresti un lago calmo senza caciare mondane, e una casetta con una candela scura appoggiata quasi su quel pontile silente che ti aspetta ancora e ancora. Intanto percorri zoppicando questa penisola-vita che finisce in un orizzonte d’acqua morbida. Di qua e di là due mondi, due mari ondeggianti nei quali perdersi.

Postato da: onlyyou a 21:03 | link | commenti (15)
pensieri, fotografie, saudade, renato zero, formentera

sabato, 02 giugno 2007

PASSI 
 
I miei passi, i miei passi, i miei passi. Orme lasciate in tanti luoghi, orme che ora mi trasportano via, per poi tornare. I miei passi, passi di piedi dolenti, piedite potrei dire, tanto cara. Per farmela venire, la piedite, sono passata sotto qualche pino, qualche cima, qualche nuvola. Lungo spiagge e mareggiate, mi hanno portato i miei piedi. Sono salita e scesa da interminabili scale, girovagando dentro e fuori di me. I miei passi hanno calpestato le scogliere d’Irlanda, scoperto le palme del viaggiatore, i chenote dello Yucatan, le dune di Merzouga, le esplosioni torreggianti dei geyser islandesi, le sponde del Nilo e del Danubio, il fondo del torrente Bionaz che per poco non mi travolse. I miei passi. Incerti e orgogliosi. I miei passi percorrono un ponte il cui legno fende l’acqua, pallottole su un muro a ricordare fatti e gesta di uomini. Bevendo grappa e camminando, deviazione imprevista generata da un malinteso vissuta con leggerezza e ironia, sono giunta sotto i pizzi di un castello, dove ho giocato a scacchi con la vita. Ora sono un fiero alfiere, libero nei movimenti e attento ai quattro lati, ora cavallo imponente con le sue mosse razionali e imprevedibili, ora regina o principessa, ora piccola pedina nera senza sorte. Il castello è lì che mi osserva. Io sorrido, respiro, e mi viene in mente un piccolo palazzo nobiliar-brianzolo, dove c’è un re un po' dandy che veste sempre il suo mantello leopardato. Penso a un calesse bludiprussia, poi a Fenis e Issogne, torri di ardesia e ghiacciai, penso al maniero di Stenico che mi ha vista bambina e che ancora mi aspetta. Immagino i merletti scozzesi, che prima o poi vedrò. Saltello su questa  scacchiera fatta piazza tenendomi per mano. Quale sarà la prossima mossa? Ora proprio non mi importa. Guardo all'insù. Una meridiana mi ricorda il tempo dispotico, quello perso e quello che verrà.  Un minuto dopo i miei passi bagnati di pioggia tremano sulla pensilina di una stazione, un giorno capirò perché. Un giorno saprò dove mi ha condotto tutto questo cammminare.

Postato da: onlyyou a 20:50 | link | commenti (13)
pensieri, viaggi, ricordi, messico, islanda, irlanda, montagna, marocco, saudade