In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
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Come direbbero gli inglesi: Yesss, she is mine! 
Bella emozione poter dire che da ora avrò una nuova compagna di viaggio, e mi sa tanto che saremo inseparabili. Lei non sarà mai stanca, mai le servirà fermarsi. Le basteranno carezze e poche cure, davvero poche al mio gioiellino. Raramente mi sono esaltata così per un oggetto, successo forse due o tre volte in tutta la mia vita, una causata dalla mia Yarissina la prima volta che l'ho avuta sotto alle chiappe (amore a prima vista, quella volta lì e questa). Ora cinciscio un po' con questa cosa tra le mani, è liscia e leggera, la mia Canon Eos 400D, quasi una piuma rispetto alla Nikon F70 che già ho e che ora è anche un po' risentita. Passo al digitale, di questo ha paura. Ma no, dai, non fare così. Siamo alle prese con un giocattolino, trattiamola per ciò che è. Sorrido adesso. Questo gingillo l'ho sognato fino a friggere e adesso e per sempre sarà qui a ricordarmi il compleanno del 2006. Manca qualche pezzo, per adesso. Mancano lenti e un borsone, manca il cavalletto, forse manca quasi tutto. Ma sto imparando da tempo a darmi tempo. Rimarrò per un po' a contemplare questo desiderio solidificato, come fosse proprio un pezzo della barba di Babbo Natale e che tanto mi serve a dimenticare gli ultimi disastrosi dieci giorni. Giocattolo per grandi, questo qui, mica roba da bambini. Occorre prenderci confidenza, occorrerà che io e lei impariamo a parlare la stessa lingua, e sarà un lungo cammino. Poi si sceglie una destinazione e si parte, con occhi nuovi e nuova fantasia da liberare. Non produrrò proprio delle opere d'arte come Sebastiao Salgado o Steve McCurry, ma almeno avrò l'illusione di andarci vicino. Ce la faremo, sì, mi sa che ce la faremo.
Henri Cartier-Bresson: di chi si tratta? 
Questo il titolo della mostra antologica che lo Spazio Forma di Milano, piazza Tito Lucrezio Caro 1, dedica al più grande di tutti i fotografi, definito "l'occhio del secolo", fondatore con Robert Capa della storica agenzia americana Magnum Photos. Il catalogo, edito da Contrasto, e un'antologia che presenta il materiale della mostra organizzata e “introdotta” da una serie di importanti testi scritti da amici e studiosi come Robert Delpire, editore, Jean Clair, direttore del Museo Picasso, Parigi; Peter Galassi, direttore del Dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art, New York; Philippe Arbaizar conservatore della Bibliothéque Nationale de France; Claude Cookman, professore di Comunicazione visiva dell’Università dell’Indiana, Bloomington, USA; Serge Toubiana, critico cinematografico; Jean Leymarie, già direttore della Accademia di Francia in Italia.
La mostra è aperta dal 30 Novembre 2006 fino al 25 Marzo 2007
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20.
Giovedì dalle 10 alle 22. Chiuso il lunedì
Costo biglietto: 6,50 euro
Ridotto 5 euro Scuole 3 euro
Per informazioni: 02 58118067
www.formafoto.it.
Appoggio il mio corpo al cancello
perduta in pensieri che non hanno confine
e guardo il vento d'autunno
passare sui fiori rossi
(Carolina)
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(Foto di Ansel Adams)
Una buona cura per il mal di mare è stare seduti sotto a un'albero
(Spike Milligan)
SONO INNOCENTE
E’ la prima volta che tocco terra
come per il viaggio più inatteso
Per mille anni sono stato in guerra
ma se dio vuole ora mi sono arreso
L'amore, amore mio, è questo non sapere
e non volere niente di più al mondo
Tu mi hai ascoltato un secondo e mi hai compreso per sempre, per sempre
Sono innocente, innocente
il mio cuore si arrende, sono innocente
Tutto è sorprendente sconosciuto
e sembra che sia lì solo per me
Oggi e' il primo giorno che ho vissuto
è il primo giorno insieme a te
E’ con altri occhi che vedo il mare
per me stesso sono uno straniero
niente mi puo' fare più del male
pure in catene sarei libero e leggero
L'amore, amore mio, è questo non avere
e non cercare altro rifugio al mondo
tu mi hai sfiorato un secondo e conquistato per sempre, per sempre
Sono innocente, innocente
il mio cuore si arrende, sono innocente
innocente, sono innocente
innocente
E' la nuova canzone inedita di Renato Zero. Uscita ieri, insieme al triplo cd "Renatissimo". Come mai non l'ho ancora comprata? Che avrò avuto mai da fare di così importante da non avere tempo di infilarmi in un negozio? Ci vado oggi, di sicuro. Cascasse il mondo...
... Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde ...
Inciampo questa sera in una frase di Alessandro Baricco, abile menestrello della parola, e i miei pensieri ritornano a quanto accaduto oggi. Una mail, poche asciutte parole, asciutto mittente. I miei occhi si sono subito spalancati come due finestre su un campo in agosto: leggevo e rileggevo incredula. Ho trovato entusiasta una risposta da inviare, cerco io risposte in quell'invito inatteso, e non le trovo. Il mio pessimismo mi porta subito a immaginare catastrofi e delusioni, la parte buona del cervello scandaglia i fondali dei mari tranquilli e preparo un elenco di soluzioni positive. Un deja-vu, io spero. Poco più di un anno fa, una faccenda simile ha portato a grandi soddisfazioni. Ma ora? Ora mi faccio i miei soliti film in testa. In fondo sono già al terzo anno del mio personalissimo corso da "aiuto regista", sono piene di ricami le mie pellicole. Faccio film, sì. Li farò fino a lunedì. Un pranzo risolverà la tensione, le aspettative, tutto. O forse niente. Forse sarà solo un pranzo e non cambierà niente. Ne ho incontrati tanti, di personaggi "io sono aria". Così tanti, in questo lungo viaggio, che ho imparato a non dar loro troppa importanza, a disprezzarli a volte. E' solo che forse dovrei essere più concreta, mmm... la parola giusta è realista, ecco. Invece la fantasia sfarfalla, il cuore batte, i miei vorrei si impadroniscono di ogni gesto. Il fatto è che sono una donna, già. E noi donne siamo così brave a viaggiare sul jet privato di Mr Fantasy. Analizzando i fatti, invece, è troppo presto per fremere e sperare nei grandi cambiamenti che aspetto da un tot di tempo incommensurabilmente (bello 'sto avverbio, eh?) lungo. Calma, razionalità, ponderazione, ma dove siete??? Dove siete, accidenti, che non vi trovo mai quando servite!

Le mie immagini sono i miei pensieri...