In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

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Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.

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venerdì, 15 settembre 2006

ITALIA, EMOZIONI DAL CIELO IN CENTO SCATTI DA VERTIGINI
Di Barbara Silbe (da Il Giornale del 15 settember 2006) ITALIA EMOZIONI DAL CIELO 80 CARTOLINE
 
A Milano c'è una strana, nuova usanza. Allestire mostre di fotografia per la strada. Cartelloni in fila, lungo un viale pedonale, come tanti alberi colorati e ammalianti che attendono i passanti. È bella, l'arte sui marciapiedi, dove tutti scorrono distratti eppure sostano, catturati da un fremito. Questa volta tocca alla rassegna «Italia, emozioni dal cielo», aperta da oggi fino al 27 dicembre nelle centralissime via Dante e piazza Cordusio.
Si tratta di cento spettacolari gigantografie di alcuni del luoghi più affascinanti del Bel paese. Vertigine e stupore, che pare di scendere su ogni sito col paracadute. Ecco ciò che si prova ad osservare questi scatti realizzati da Antonio Attini e Marcello Bettinetti. Tra forme e colori e sensazioni, vedere l'Italia dall'alto, col suo mosaico di città, paesi, coste, campagne e cime innevate, è una magia pirotecnica che toglie il fiato. C'è il tramonto che arrostisce le cime delle Dolomiti, o l'acqua caraibica di Capo Passero, Sicilia, luogo in cui si incontrano Ionio e Mediterraneo. C'è il campanile di San Marco puntato verso il cielo come un missile a forma di matita, e le guglie del Duomo di Milano, con la sua dorata Madonnina, o le case di Burano allegre e colorate e le molte torri del borgo toscano di San Giminiano. Ogni fotografia è accompagnata da testi che rivelano fatti e aneddoti sconosciuti della storia di ogni luogo, estremo omaggio alle nostre tradizioni e alla nostra identità di nazione. Una sezione è dedicata ai siti che sono stati dichiarati dall'Unesco «Patrimonio dell'umanità», zone protette per la loro bellezza e per la fragilità del loro equilibrio, e ricorda che il nostro Paese è quello che ne ospita di più al mondo. I due fotografi, accomunati dalla passione per il volo, dall'ammirazione per le meraviglie dell'arte e della natura e dalla necessità di contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione di questi nostri tesori, hanno realizzato un reportage lungo e faticosissimo, che ha comportato quasi quattrocento ore di volo su piccoli aerei, elicotteri e mongolfiere attraverso tutto lo Stivale, dal Trentino alla Sardegna, dai siti archeologici siciliani alle colline umbre, dalle coste liguri a quelle pugliesi. I due autori, oltre alla passione per il loro lavoro, hanno investito energie e pensieri per ricordarci attraverso una manciata di cartoline per nulla banali, che un giorno queste ricchezze potrebbero svanire proprio per colpa nostra. Invece viviamo in un territorio alquanto seducente. Come lo è l'arte per strada: fa sognare, fa emozionare, fa pensare.
L'esposizione è organizzata da Anua (Associazione per la natura, l'uomo e l'ambiente), in collaborazione con le Edizioni White Star, la Commissione Italiana dell'Unesco e il Comune di Milano. Aperta tutti i giorni, 24 ore su 24, con illuminazione notturna. Per altre informazioni: www.emozionidalcielo.it.

Postato da: onlyyou a 12:04 | link | commenti (6)
articoli, fotografia

CARLO ORSI: I REPORTAGE DEL CRONISTA "SI FANNO SENTIRE" 
di Barbara Silbe (da Il Giornale del 15 settembre 2006)
Silenzi e rumori, suoni e voci della realtà che si srotola davanti ai nostri occhi. La fotografia è anche questo: saper assaporare il mondo. E farlo con le orecchie e con gli occhi e con tutti gli altri sensi, senza inseguire i fatti ma lasciando che siano essi a venirci incontro per farsi narrare. Ecco spiegata in poche parole l’arte di Carlo Orsi, autore milanese classe 1941 formatosi alla scuola di Ugo Mulas e attivo dagli anni Sessanta, al quale la Galleria Bel Vedere dedica una personale aperta fino a fine mese. Osservando gli scatti esposti si scopre la sua ricerca di una semplicità solo apparente, lo sforzo estremo della sintesi e di un pensiero prima dello scatto dell’otturatore che è fatto di intelligenza e acume e gioia per quello che sfila davanti.
Orsi si comporta sempre da cronista, anche quando lavora per la pubblicità. All’inizio degli anni ’60 realizza reportage dall’Italia e dall’estero per riviste come “Panorama”, “Settimo Giorno”, “il Mondo”, e “Oggi”. Sul finire di quegli anni inizia a collaborare con le più qualificate testate italiane e straniere di moda. Sue sono alcune campagne per “La Perla”, “Omsa”, “Swatch”, “American System”, “Marlboro”, “Ducati” e, nel campo dell’arredamento, “Alias”, “Baleri”, “Nemo” e “Cassina”. Pubblica anche diversi libri tra cui “Milano” nel 1965 con Dino Buzzati, “Exstasi”, nel 1999, incentrato sul tema della caduta del muro di Berlino, e “Faithful. People around the world” nel 2004, oltre ad alcuni libri sullo scultore Arnaldo Pomodoro, di cui cura l’immagine dal 1984. Dagli anni ’90 riprende ad occuparsi esclusivamente di reportage. Le sue riprese delle città fatte dall’alto, spettacolari e insolite come i nudi in posa di Helmut Newton, fanno un rumore sferragliante di traffico e aerei a bassa quota; quelle di paesaggio rimandano fin qui il vento e il silenzio di terre lontane – Tibet, Arizona, Utha, Berlino; quelle dentro ai musei sono silenzio e ispirazione. C’è poi gente che ci vive, in mezzo a quegli scatti. Ci sono toreri nel fragore di una corrida, o gli abbracci ovattati di due sposi sulla spiaggia di Vasto. C’è Sandro Pertini nel suo studio al Quirinale, silenzioso, che legge un giornale. E ancora: un vigile vestito di bianco, orgoglioso ed elegante, sulla banchina della metropolitana milanese, in un’immagine datata 1964, o la folla di tifosi in delirio per le monoposto al Gran Premio di Monza nel 1996. Tutti, nei fotogrammi di Orsi, fanno qualcosa. Gridano o ridondo, ballano o camminano, sbuffano o pazientano, come nel mondo reale. Stessi suoni, che a tendere bene l’orecchio possiamo captare anche noi. 

Postato da: onlyyou a 01:01 | link | commenti
articoli, fotografia

 L'EVOLUZIONE DI MARTIN PARR, DAL BIANCO E NERO AI COLORI POP
di Barbara Silbe (da Il Giornale del 15 settembre 2006)
 
Si muove lento, pacato, come un bradipo. E sorride, Martin Parr. Come per ironizzare su se stesso e su chi lo osserva. Ironia dissacrante, alla maniera di Elliott Erwitt, lente ottica attraverso la quale fa passare tutto. «Sono un inglese - esordisce - e gli inglesi sanno fare bene due cose: humour e tè. Per il primo non c'è problema, ma per una buona tazza di tè la faccenda è più complicata». Durante l'intervista alla quale si concede bonario, all'inaugurazione della sua antologica ospitata allo Spazio Forma, dispensa risate e semplicità. Ti riceve in una speciale stanza rossa, una delle due installazioni che fanno parte dell'esposizione, ricostruzioni fedeli di un tipico salottino d'epoca in perfetto british style. E se lo si accusa di voyeurismo confessa: «Tutti i fotografi lo sono, soltanto che io non mi offendo se vengo definito così. Osservo la società, la vita di tutti i giorni, quella delle persone comuni, l'ho fatto per tutti e 35 i miei anni di carriera, ma non giudico. Semmai seleziono cosa inquadrare e cosa no. E spesso i soggetti si scelgono da soli, semplicemente catturando il mio sguardo per un gesto, per la loro faccia interessante, per qualche strano comportamento o abito o mania. Le valutazioni le lascio agli spettatori».
Scatti un po' pop, quelli di oggi, molto diversi dai lavori in bianco e nero degli esordi negli anni Settanta? «Sì, sono passato dal bianco e nero al colore, da uno stile a un altro completamente diverso, con naturalezza. Tutto cambia, no? Basta pensare alle potenzialità del digitale. È una buona cosa quando c'è un'evoluzione. Perché non avrei dovuto cambiare io?». Martin Parr mantiene sempre il suo impassibile modo, anche quando appassiona parlando del suo mestiere e afferma: «La fotografia è come la vita. Né buona né cattiva. È, e basta. Se ci pensa, è un'arte piuttosto democratica. Tutti la possono praticare, con la tecnologia delle fotocamere di oggi. Non serve chissà quale conoscenza tecnica. La ricetta per le mie inquadrature si compone di un pizzico di curiosità, di senso della documentazione e di qualche elemento di sorpresa messo qui e là». E con la provocazione come la mettiamo? «Nella serie di scatti dal titolo Common Sense, realizzati nel 1999, ce n'è parecchia. Ho fatto incursioni nella sfera dell'ordinario, del cattivo gusto anche, alla ricerca di quel senso che accomuna gli esseri umani». È uno dei suo lavori più conosciuti. Si tratta di inquadrature molto ravvicinate, quasi macro, che fermano particolari paradossali. Ti fanno sentire a disagio, disgustano perfino, come una bocca che succhia un lecca lecca appiccicoso, rossetto sbavato o unghie troppo lunghe, bambole gonfiabili e hamburger mangiucchiati, scollature, velette, tazzine e pasticcini. Come dire: il consumismo diventa spettacolo. Che orrore!
Martin Parr. Retrospettiva, a cura di Van Williams, da oggi al 19 novembre da Forma, Centro Internazionale di Fotografia, piazza Tito Lucrezio Caro 1. Catalogo Contrasto. Info: tel. 02.58118067; www.formafoto.it.

Postato da: onlyyou a 00:56 | link | commenti
articoli, fotografia

martedì, 12 settembre 2006

L'isola dell'amore

Io e te partiremo
su un aereo di carta
in tre ore per passare il mare
dove il vento ci porta

un aereo di carta di giornale
che porta la notizia che
io e te siamo partiti
e non si sa dove siamo finiti


(Stefano Benni)

Postato da: onlyyou a 21:00 | link | commenti (4)
poesia

domenica, 10 settembre 2006

VERONA
"Luigi Ghirri. Il profilo delle nuvole". Mostra di 109 immagini originali tratte dal libro-reportage che il fotografo realizzò con Gianni Celati nel 1989 e che proponeva un’insolita, poetica narrazione del territorio padano, racconto per immagini che sono una rilettura del reale, mai trasfigurato, ma piuttosto esaltato da due acute sensibilità. Il volume si esaurì subito, entrando nella leggenda della storia della fotografia di paesaggio. Al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, fino all’8 ottobre. Orario: 10-19; chiuso lunedì. Info: tel. 0458077532

Postato da: onlyyou a 16:15 | link | commenti (3)
fotografia, informazioni

mercoledì, 06 settembre 2006

ROMA
Hugo Pratt, Corto Maltese. Letteratura disegnata. Era solo un fumetto, ma forse anche no
. C’è arte e cultura letteraria nel personaggio più amato di Pratt. Ci sono carte geografiche reali e immaginarie. C'è un intero universo in bilico tra poesia e avventura, tra narrazione e sogni, tra cielo e mare, nei viaggi inventati da questo illustratore indimenticabile. Al Complesso del Vittoriano sono raccolte fino al 15 ottobre circa 170 opere, alcune inedite, tra tavole storiche, acquerelli e le sue astrazioni pittoriche. Orario di apertura al pubblico: tutti i giorni 10-19. Per informazioni: tel. 06.6780664.


Postato da: onlyyou a 23:41 | link | commenti (3)
arte, informazioni

Stai con me se non sai dove andare  
Lascia pure il mondo al suo grigiore
Stai qui, qui dove il tempo sa aspettare
Ci si può provare perché no…
Se mai sarò solo un abbraccio sincero
Un posto sicuro magari un sorriso raro…
Tingerò d’azzurro le pareti
Cuscini rosa qua e là
Se vuoi porte e finestre aperte al sole
E fiori dovunque passi tu… 

Postato da: onlyyou a 22:22 | link | commenti (3)
canzoni, renato zero

lunedì, 04 settembre 2006

"Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile"

(Charlotte Whitton)

Postato da: onlyyou a 20:18 | link | commenti (5)
aforismi