In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
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Finito anche agosto, per fortuna. Odio l'estate, quasi ogni sua piega. Saluto settembre pensando all'autunno che verrà, incantata stagione che attendo da sempre, da un po'. Autunno reale o presunto, con le sue foglie sfumate rossarancio sorelle dei germogli di fine marzo, anticipato tempo di anticipati sguardi sul mondo e su me. Ancora un mese, più o meno, trenta giorni in mezzo a un guado tra venti e correnti, poi ricapitoliamo. Perché non prenda freddo, riporterò dentro Geronimo, potus dai molti rami rigogliosi e monelli, poi indosserò calzettoni e un mantello sulle spalle per ripararmi e allaccerò le pedule per calpestare nuovi sentieri. Sperando di non perdermi...
IL NUOVO TURISTA SLOW STYLE? PASSEGGIA TRA I SEPOLCRI 
Non è difficile. Basta non pensarci. Basta restare appena sopra il pelo dell'erba, e sembrerà di passeggiare in un museo. Uno di quei musei a cielo aperto con opere d'arte disponibili per tutti, senza pagare, senza pontificare. L'unica differenza la fanno fiori e fotografie, la sola certezza è che qui, proprio qui, sotto una manciata di terra, prima o poi ci capitiamo tutti. Eppure non occorre spaventarsi, manca ancora del tempo, e un cimitero visto dal lato dei vivi può trasmettere infinita tranquillità: viali ombreggiati da alberi centenari, monumenti in marmo e quel silenzio che è memoria e introspezione e recupero del rapporto tra scomparsi e superstiti proprio come voleva il Foscolo. «All'ombra dei cipressi e dentro l'urne», così scrisse nel suo carme «Dei Sepolcri», da Atene a Zagabria, da Milano a Copenhagen o Goteborg, ogni camposanto d'Europa custodisce beni culturali di eccezionale interesse, sculture e costruzioni che ci ricordano la nostra storia e le millenarie tradizioni che accomunano l'intero continente. Esiste da qualche tempo la moda di andare a spasso tra le tombe, ma oggi potrebbe essere valutata come una nuova forma di turismo alternativo, uno slow style tipo quello dell'enogastronomia, solo un tantino più eccentrico. Almeno questa è la proposta del Touring Club Italiano, che ha recentemente pubblicato una guida dal titolo «Cimiteri d'Europa. Un patrimonio da conoscere e restaurare», a cura di Mauro Felicori e Annalisa Zanotti.
Il volume, 226 pagine a colori al prezzo di 12 euro, contiene informazioni e curiosità su molti giardini funebri del Vecchio continente, ed è promosso su iniziativa dell'Asce, Association of Significant Cemeteries in Europe (www.significantcemeteries.net), oltre che dai comuni di Bologna, Lubiana e Stoccolma e dal Dipartimento per il Patrimonio Culturale della Lituania.
Il fatto è che i campisanti non sono più quelli di una volta. Ora li fanno che sembrano alveari, nudo cemento e lapidi tutte uguali una in fila all'altra, per risparmiare spazio, tempo e denaro. Il culto dei sepolcri dalla «mesta armonia» è usanza che risale al passato, e lì ci riporta questo libro, condensando capolavori e aneddoti senza perdersi in sbavature.
Quasi ovunque, per tutto l'Ottocento, le città affidarono ai loro migliori architetti la realizzazione di quei nuovi spazi della quiete eterna che, grazie all'impegno culturale illuministico e, in molti paesi, grazie anche alle ferree disposizioni amministrative napoleoniche, sostituirono l'usanza di seppellire i defunti nelle chiese. Questa innovazione diede una notevole spinta all'evoluzione di una buona architettura che proseguì anche nel XX secolo e in proposito il Touring Club cita ad esempio il cimitero di Modena progettato da Aldo Rossi e Gianni Braghieri, o il crematorio avveniristico che Chipperfield ideò per Venezia. Gli interventi dei più famosi progettisti si estesero poi anche alla realizzazione di monumenti funebri e cappelle, in collaborazione con affermati scultori e artisti, fino a rendere questi luoghi di riposo veri scrigni contenenti alcune delle più pregiate opere plastiche degli ultimi due secoli, formidabili riassunti della storia delle città e delle nazioni che li ospitano e specchi della società e dei costumi di ogni ceto sociale.
Tra le proposte più interessanti di visita segnalate dalla guida, c'è l’esempio dei cimiteri di Stoccolma: quello Settentrionale, dove riposano Alfred Nobel e il drammaturgo August Strindberg, e quello nel Bosco, inserito nell'elenco dei beni considerati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Impossibile perdere la tomba di Nicolò Paganini alla Villetta di Parma, cimitero voluto dalla seconda moglie di Napoleone Maria Luigia d'Austria che prende il nome dalla fattoria che qui si ergeva in precedenza. Inclusi nel volume anche il Monumentale di Milano, immensa opera cominciata nel 1863 che testimonia l'evoluzione della nostra industria, della letteratura, dell'arte. Qui si trovano le dimore eterne di personaggi come Arturo Toscanini, Alessandro Manzoni, Filippo Turati, Arrigo Boito, con capolavori realizzati da Giò Ponti, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Giacomo Manzù e molti altri. Si parla poi di Napoli, Malmö, Granata, Bergen, Barcellona… Difficile citarli tutti: il volume, con un taglio scientifico e un approccio molto curato alla materia, prende in esame ben 31 città europee e vengono illustrate quattro esperienze innovative di recente restauro. Si tratta della Cripta Uttini alla Certosa di Bologna, del monumento funebre per Maria Kazynska al Cimitero cistercense di Vilnius, del memoriale per le vittime della Prima Guerra mondiale di Lubiana e dell'edicola della famiglia Wetterestedt di Stoccolma.

(Mi chiedo: ma che cavolo ci vado a fare io in Grecia? Lo dico in generale, ma anche in particolare. Che cazzo c'entra Paros con le mie vacanze? Vorrei fare proprio tutta un'altra cosa... Vorrei essere in tutt'altro posto, anche ora)
La forza che difende il cuore dalle ferite
è la stessa che gli impedisce
di dilatarsi alla sua massima grandezza.
"A Treasury of Kahlil Gibran"
QUANDO LA TRANSUMANZA DIVENTA UNA FESTA FATICA 
Faccio fatica a scrivere, ultimamente. Fatica a pensare di scrivere, anche. E quando ci riesco, rileggendo, trovo tante banalità, infinite ripetizioni, parole identiche ad altre parole usate in passato, espressioni che un tempo sembravano tanto interessanti e che adesso appaiono vuote e senza senso. Attraverso un periodo di stanca creativa, se mai creativa io sono stata. Un fermacarte immaginario tiene cose in sospeso, sulla scrivania, tra il computer e la lampada. Remi in barca, li ho tirati su qualche settimana fa, forse a inizio luglio, e non ho voglia di rimetterli in mare. Le onde mi cullano, dolcemente. L'orizzonte è arrossato da mille colori, e questa stanchezza non mi consente di avere la forza necessaria nelle braccia. Posso concentrarmi su me stessa, per un po'? Posso accantonare scogli taglienti e venti di tramontana, e godermi la bonaccia? Ho voglia di questo, già. Voglia di giochicchiare e sciacquettare con la vita, senza correre. Respirare lento, sto imparando, mangiare lento, pensare senza programmi. C'è una baia tranquilla, acqua limpida che pare di essere alla Tabaccara (Lampedusa mia...), piscina della Natura scolpita nel calcare e nel silenzio. Vedo le alghe sul fondo e i gabbiani che fendono l'azzurro, e quella strana, piatta isola d'alto mare che mi allaga i pensieri. Ma non parlatemi di vacanze, non adesso, per favore.
"Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito"
Confucio

...Vedessi una stella cadente, non saprei proprio che desiderio esprimere. O forse ne ho troppi, irraggiungibili, impensabili, per riuscire a fare ordine. Oppure ne ho uno, uno soltanto, forse due, e un terzo altrettanto importante, ma so che non servirebbe una manciata di stelle a realizzarli...
"FINCHE' AVRA' ABBASTANZA STELLE, IL CIELO..."

Ogni giorno perdo coraggio, e ogni giorno, in qualche modo, lo ritrovo.
(B. Honigmann, Romanzo di un bambino)


SCOIATTOLI DENTRO CASA
Vento che sa di erba, stasera, in faccia e tra i ricci. Vento fresco, finalmente, e foglie di quercia a salutarmi tintinnanti. I miei passi sul marciapiede, ho percorso un breve tratto di strada scura, cemento misurato miliardi di volte, che mi ha visto bambina. Ronzavo di pensieri e gioia a cercare scoiattoli inesistenti. Nessun bosco, qui. Niente roditori paffuti. Solo stelle brillanti in quel blu silenzioso, e una pianta solitaria a ricordarmeli, e una magnolia e siepi di giardini. Sentivo il silenzio, imparavo a respirare lenta. In lontananza vedevo Geronimo, l'ho chiamato così il mio meraviglioso albero da balcone, rigoglioso e monello, che germoglia e stringe amicizie con le viole e le rose. Natura di città, senza scoiattoli, o forse no...