In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
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(…) Il comune di Lisbona ha da sempre messo delle panchine pubbliche in alcune zone della città: i moli del porto, i belvedere, i giardini da cui si domina il mare. Sono molti coloro che vanno a sedersi lì. Tacciono, con lo sguardo perso in lontananza. Cosa fanno? Praticano la “Saudade”. Cercate di imitarli. Certo, è un cammino arduo, le sensazioni non sono immediate, talvolta l’attesa dura persino degli anni. Ma, lo sappiamo, la morte è fatta anche di questo.
Antonio Tabucchi
Tratto dal libro “I volatili del Beato Angelico”
LUOGHI COMUNI E LUOGHI SPECIALI
Esistono luoghi karmici, che ci rimangono incollati addosso e dentro ai pensieri, che fanno affiorare ricordi ed emozioni, basta solo ricapitarci dentro. Esistono luoghi del cuore, che non sono soltanto fisici, che hanno visto molto di noi e noi non possiamo scordare. Ricapitare sul divano di mamma, grigioperla supermoderno eppure comprato vent'anni fa, guardarsi intorno nella solitudine di un'attesa, riporta in vita persone e consente perfino di sentire voci che si pensavano dimenticate. La voce di nonna che parla davanti alla tv, quella mia di quando ero bambina, ricci e capricci e insicurezze, come ora. Oppure quella di mia madre che mi salutava al rientro da scuola. Rumori e musica, anche quelli tornano in mente. Suonava Santana, l'altro giorno, chitarra morbida e inconfondibile che mio padre amava, poi gli Inti Illimani, poi la Dance anni Ottanta e Superclassifica Show e Scacciapensieri e conigli e altro ancora. C'erano i passi dei vicini di casa, sempre quelli, coi portoni che aprono e chiudono, fino a tardi. Passare in rassegna una vita intera, questo può capitare, in un pomeriggio di sole arancione. Ero altrove, eppure ero lì, a ridere e fluttuare, su quel sofà. Ho riparlato con la mia infanzia, e con il presente sereno, come non era da un po’.
IL PASSATO
Il passato è un indovino morto
e il domani una stella che brucia.
Ma mentre qui ti scrivo
mi sembra di danzare sopra il filo
e tu mi tieni su con il tuo sguardo
mi dici di scordare
il profilo montuoso della nascita
di andare su, riaprire
le vecchie, arrugginite ali.
Nei tuoi occhi è racchiusa
l'anima che ci fa volare: il tempo,
il dolore non sanno più che fare
(di Daniele Piccini, Altra stagione)
Cina, nascita di un imperoAMANDO AMANDO
Amando amando,
Mi domando, dove andrò…
Amando amando,
Mi difendo, però…
Troppe rinunce, amando .
Certezze, quasi mai…
E son cresciuto,
Amando amando,
A modo mio… Anch’io !
Decisamente più prudente,
Molto meno incosciente,
Questo amare,
Che non ha alternative,
Più lo scacci dai pensieri, più vive !
Si nasce già con questa vocazione,
Amando fino a non poterne più !
Tu cambi letto…
Ma che sei salvo, certo non è detto…
Amando poi,
Tranquilli, non si vive mai !
Amando amando,
Ti spacca il cuore…
Se è per vendetta, o per vigliaccheria !
Sentirsi in trappola, senza parole…
Finisci per non appartenerti più !
Quel naufrago sei tu…
Amando Amando,
Sto imparando, la lealtà… E già !
Non oso più prevaricare,
Sconfinare, io no !
Lusinghe e tradimenti,
Rischiare !? Perché no…
Amando Amando,
Cè più mondo,
Intorno a te, dentro te !
È un’abitudine che in fondo,
Si va perdendo,
Nei commerci e nella fragilità,
Nell’ambiguità di un losco disegno…
Amando Amando, che non sia un dovere !
Una catena a questa fantasia…
Gioco sottile,
Oblio dei sensi, voglia di potere…
Ingenuità !
Amando, il male che si fa !
Eppure amando, ci si può salvare…
Riabilitare quella dignità !
È terra persa da riconquistare…
Senti più forza nelle braccia, tu…
Quel naufrago, non sei più !
Amando, Amando, Amando !
Amando, Amando, Amando
(Renato Zero)
«In camper per Dino Buzzati», è questo il titolo dell’iniziativa organizzata dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi in collaborazione con il mensile Plein Air in ricordo del grande scrittore, giornalista e alpinista che tanto si impegnò per la salvaguardia degli spazi alpini che lo videro nascere. Per tutti i camperisi e gli amanti della vita all’aria aperta, l’appuntamento è fissato per domenica 29 luglio a Malga Pramper di Forno di Zoldo (1540 metri slm) e per l’11-13 agosto alla Villa Binotto di Feltre. In programma una festa d’estate ospitata all’interno di un territorio dall’equilibrio fragile e dal fascino ammaliante, tutta tesa a rievocare l’autore di «Barnabo delle montagne» e «La famosa invasione degli orsi in Sicilia», ricca di eventi collaterali e attività ricreative e culturali, con mercatini, artisti di strada, mostre, spettacoli teatrali, cori alpini, laboratori, conferenze e ospiti. Per informazioni, tel. 0439.3328.
MIRO' E LA MIA AFRICAChe noia il G8 di San Pietroburgo! Nessuna pacca sulle spalle, nessuna barzelletta, nessuno che abbia rincorso saltellando i capi di stato (quelli seri) o che abbia fatto le corna durante le foto di gruppo. Che noia...
"Trova il tempo per leggere: è il fondamento della saggezza; trova il tempo per giocare: è la strada per l'eterna giovinezza; ma soprattutto, trova il tempo per sorridere: è la musica dell'anima".
(da un'antica preghiera irlandese)
Tu sfogli un libro e senti il boato degli spalti, il rumore dei tacchetti sull’erba e lo sferragliare delle emozioni che ti travolgono come un treno. Tu apri un libro che sembra un quaderno di appunti e ci trovi volti e storia del mondo del calcio, e ti accorgi che in ogni angolo del pianeta la faccenda è sempre quella. Dare calci a una palla viene istintivo come respirare, anche in un bimbo che ignora le regole di un gioco così antico e appassionante. Il volumetto in questione è “MagumCalcio”, edito da Phaidon. Si tratta di un’antologia di immagini appena pubblicata, a colori e in bianco e nero, realizzate dagli anni Trenta del Novecento a oggi da alcuni dei più noti fotografi della storica agenzia americana Magnum fondata dal grande Rober Capa e rappresentata in Italia da Contrasto (formato 150 x 210, 184 pagine, 24,95 euro). Nelle inquadrature di Alex Webb, Raymond Depardon, Ferdinando Scianna, Steve McCurry o Martine Franck scopriamo così che non c’è latitudine, epoca o popolo che tenga. Il calcio piace a tutti. Il calcio accomuna tutti, quando per esso non ci si mena o non ci si fa corrompere. Questo sport ha radici profonde in ogni cultura: ovunque ha dilagato come una sorta di invasione pacifica, senza tralasciare nessun confine, nessuna razza o religione, nessuna classe sociale. Alcuni di questi scatti sono un distillato di ironia, come quello dell’operaio petrolifero che gioca sotto il sole degli Emirati Arabi vestito con un candido reggiseno, di René Burri, o quello di un pensionato abbronzantissimo che usa il pallone come un cuscino sulla spiaggia di Antibes, di Peter Marlow. Il terreno di gioco diventa metafora della vita sulla spiaggia brasiliana di Ipanema o in una casbah marocchina, dove stridono i contrasti con la società occidentale. Ci sono poi foto che sembrano fatte apposta per suscitare ondate di epico romanticismo: Peter Lowe ritrasse nel 1994 uno sciame di marmocchietti sudafricani che giocavano a calcio nel villaggio natale di Mandela, di Henri Cartier-Bresson una partita di ragazzini di strada della Roma del 1959. Infine i tifosi, soggetti privilegiati ai quali è dedicata un’intera sezione del libro. Fauci urlanti e facce dipinte, smorfie e gestacci, sguardi rapiti e trepidanti, questa fauna variopinta è la personificazione di una passione primordiale sempre pronta ad esplodere nella gioia di un gol. Giovani e vecchi, dal Brasile alla Birmania, dal profondo Camerun alla piovosa Inghilterra, tutti esultano, soffrono, si divertono, tutti sono consapevoli che per una partita, per la sua bellezza, per l’esito che potrebbe avere, si può anche perdere la testa. Questa pubblicazione, oltre che essere un affascinante esercizio artistico, ci ricorda che la maggior parte dei match nel mondo viene giocato in condizioni avverse, nel fango, su campi rovinati o scoscesi, senza simmetrie dei pali, senza porte, e ci dice che la vera esperienza di vita non è essere al centro del Santiago Bernabeu, ma tra la polvere e i sorrisi, per il puro gusto di gettarsi nel mucchio e partecipare.