In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
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«Celtica 2006» dà spettacolo in Valle d’Aosta
di Barbara Silbe ( da Il Giornale del 25 giugno 2006)
Mostre, concerti, danze, poesie, spettacoli, gruppi storici, conferenze, incontri, passeggiate, animazione e artigianato: tutto questo fa Celtica 2006, una grande festa di musica e cultura, giunta alla decima edizione, che ha come scenario le vette glaciali della Valle d'Aosta e che all'inizio del prossimo mese sposterà il baricentro della mondanità e del divertimento proprio in questa regione alpina (informazioni allo 0165.261126-368914; www.celticavda.it). Dal 5 al 9 luglio si terranno circa 150 eventi con ospiti e visitatori da ogni parte d'Europa e grandi nomi della musica celtica provenienti da Canada, Irlanda, Galles, Scozia, Bretagna, Polonia e Italia. Sarà come un viaggio spazio-temporale in una antichità che qui ha radici fonde, trasportati dal ritmo dei tamburi, dei canti medievali e della natura. Molte le località coinvolte dalla manifestazione: Courmayeur e Val Veny, Pré-Saint Didier, Morgex e La Salle, Saint Pierre, Aosta, Saint Vincent, Brusson, la cittadina francese di Chamonix, appena oltre il confine, e lo spettacolare Forte di Bard da poco restaurato, che ha inserito Celtica 2006 nel suo già fitto calendario di iniziative per l'estate che coinvolgeranno anche il sottostante antico borgo. Venerdì 7 luglio alle 21, il Forte ospiterà infatti un concerto del duo valdostano LusMor, la violinista canadese Dominique Dupuis e il gruppo di danze irlandesi Celtic Storm. Tra gli altri eventi in programma a Bard fino a fine agosto, segnaliamo per sabato 15 e domenica 16 luglio la manifestazione «I... sogni nel Medioevo», promossa dalla Pro-Loco di Issogne, con sconti al Forte per tutti i partecipanti e la possibilità di raggiungerlo a bordo di caratteristiche carrozze trainate da cavalli. Info: tel. 0125.809811; www.fortedibard.it.

LA MONTAGNA E I PIU' PICCOLI: NEI PARCHI A CACCIA DI FOLLETTI
(Di Barbara Silbe, da Il Giornale dell'11 giugno 2006)
Fatine, gnometti e funghetti: per i bimbi la montagna può essere la scoperta di un mondo nuovo e pieno di magie. Nel fitto di un bosco e lungo i sentieri liberano la fantasia o imparano a conoscere la natura e a farsi nuovi amici, sui declivi erbosi giocano all'aria aperta come difficilmente riescono a fare in città. I più piccoli però, possono anche vivere male l'esperienza del camminare in salita: passeggiata uguale fatica uguale punizione. Occorre stimolarli a combattere la pigrizia, interessarli a divertirsi apprendendo. E questa sembra essere la missione di molti parchi nazionali italiani, che per la bella stagione offrono numerose proposte agli under 18. È il caso del Parco della Majella, regno di orsi, lontre, grotte e mille fiori: il Centro Informazioni di Guardiagrele (Chieti) e il Centro «Il Grande Faggio» propongono facili passeggiate, attività e laboratori didattici dedicati a bambini e ragazzi per passare le calde giornate estive immersi nel paesaggio. (Info: tel. 0871/82850; www.parcomajella.it). Il Parco delle Dolomiti Bellunesi offre corsi interessanti di educazione ambientale, appoggiandosi alla Cooperativa Mazarol composta da giovani guide naturalistiche che propongono trekking, centri estivi, animazione, laboratori didattici e campi avventura per i più piccoli e per le loro famiglie. (Info: tel. 0439.42723; www.mazarol.net; www.dolomitipark.it). Anche le proposte del Parco Nazionale del Gran Paradiso per le scuole sono interessanti, pensate per differenti fasce d’età e differenziate per tipologia. E in tutte le stagioni dell’anno è possibile richiedere un accompagnatore per escursioni e soggiorni contattando l’Ufficio Guide al numero 011.8606233 (www.pngp.it). Infine il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise (tel. 0863.91131; www.parcoabruzzo.it): qui i bimbi potranno farsi prendere per mano da una speciale guida-interprete e tuffarsi nell’avventura in una delle aree più belle della Penisola. Facili sentieri tra faggeti, pinete e torrenti, per incontrare flora e fauna locale, per riconoscere orme e tracce, lasciandosi coinvolgere dal respiro della terra come farebbero degli esperti esploratori.
CALCIATORI DELLA DOMENICA, SCATTI PER LO SPORT PIU' BELLO DEL MONDO
di Barbara Silbe (da Il Giornale dell'8 giugno 2006)

A saperlo giocare bene, senza falli e senza corruzione, è lo sport più bello del mondo. A saperlo capire, anche per chi in campo non va, è un’emozione senza fine, il calcio. E il bello è che non conosce latitudini, non accetta limitazioni di razza, religione, classe sociale. Con i mondiali alle porte e le intercettazioni di Moggi e soci alle spalle, si fatica a credere ancora alla sua parte buona. Ci pensa una mostra che si inaugura questa sera alle 21 al Museo di Fotografia Contemporana di Cinisello Balsamo (Milano). «European fields. Calciatori della domenica», questo il titolo, è la personale dell’autore olandese Hans van der Meer, attivo dai primi anni Ottanta con réportage di indagine sociale sui comportamenti urbani, sul traffico, sul lavoro, che a un certo punto della carriera ha focalizzato l’attenzione su questo curioso argomento.
Un nucleo di 38 stampe di grande formato saranno esposte fino al 17 settembre all’aperto, nella centralissima piazza Gramsci, per raccontare di un mondo semplice, dei significati originari del football visto come momento di vita o metafora della stessa. Campi fatti di sabbia o erba poco curata, delimitati da vecchi copertoni, qualche spettatore, colline all’orizzonte, alberi e case a ridosso della scena. Ci sono città, periferie e campagna, con inquadrature che esaltano spazi e prospettive smisurate in contrasto con i soggetti sempre piccoli, come se venissero osservati proprio dagli spalti, da un tifoso qualunque. Tutti i giocatori stanno lì per il gusto di esserci, goffi, determinati, un po’ surreali, lontani dal mondo dei professionisti, dei miti e dei grandi business, ma forse proprio per questo si stanno divertendo. Osservandoli si smette di pensare a intercettazioni, fideiussioni e retrocessioni, e si tornano a provare quegli atavici sentimenti pronti a esplodere in tutti noi nel boato di un gol.
Nella hall del Museo verrà proposto un video dello stesso van der Meer realizzato nei campi amatoriali dell’area urbana milanese e della Lombardia. Ingresso libero. Informazioni allo 02.6605661
LA MAGIA DELLA DOLCE VITA IN TRENTA SCATTI DA COLLEZIONE
di Barbara Silbe (da Il Giornale del 6 giugno 2006)

Una raccolta di 30 immagini inedite, stampe uniche delle quali non esistono altre riproduzioni e in molti casi nemmeno i negativi, sono esposte da oggi alla Galleria Photology di via della Moscova 25 a Milano, per una personale che celebra il fotografo friulano Pierluigi Praturlon. La mostra, dal titolo «Pierluigi. On Cinema», è prima di tutto una ghiottoneria per collezionisti e una lusinga per tutti i cinefili. Racconta la magia e lo splendore dei set romani negli anni della Dolce Vita vissuti in prima persona da un réporter di set, testimoniati attraverso la sua emotività, il suo senso estetico, la sua ironia.
Volti e momenti del cinema italiano anni Cinquanta e Sessanta sono raccontati con infinita poesia, come fecero i più noti Mario De Biasi e Tazio Secchiaroli, solo un po’ più da vicino, da dentro le scene, qualche volta da dietro la cinepresa. Praturlon ha lavorato con i più grandi registi di allora: Rossellini, Comencini, Emmer, Vidor, Wyler, per citarne alcuni. Fu lui a ispirare Federico Fellini per la celebre scena della morbida Anita Ekberg tuffata nella fontana di Trevi, fu sempre lui a contribuire alla consacrazione del mito di Sophia Loren con uno scatto che la riprendeva inginocchiata e piangente nel film <CF161>La Ciociara</CF> di Vittorio de Sica, datato 1961. Spesso i divi di allora sono colti dall’autore nei momenti fuori scena, assorti, senza trucco, spontanei come se fossero tra le mura di casa. Tra le opere esposte, tutte provenienti dall’archivio personale di Praturlon, c’è la Loren che fa il tifo al Palio di Siena e sempre lei in barca con Jean-Paul Belmondo (1960); c’è un ritratto ravvicinato di Barbara Streisand in <CF161>Funny Girl</CF> del 1968, e una Rossanna Galli, miss Italia 1956, che sorride all’obiettivo seduta su una Lambretta in una strada di Roma. La sua Dolce Vita non è vissuta da paparazzo, ma da protagonista colto e richiestissimo che di quel mondo conobbe le atmosfere per averle lui stesso generate.
Aperta fino all’8 settembre con ingresso libero. Orari 11-19; chiuso sabato e domenica. Informazioni allo 02. 6595285. Catalogo edito da Photology, 288 pagine, 192 immagini 28x23, 65 euro.
CUBA TRA CARESTIA E SORRISI, 40 FOTO DAVVERO SPECIALI
di Barbara Silbe (da Il Giornale del 4 giugno 2006)

Quattro cassette di legno usate come sgabelli. Un ritrovo improvvisato in strada e le tessere del domino sul tavolo. Così un gruppo di amici passa il tempo di un pomeriggio cocente a l’Havana. Così la gente di Cuba da sempre dimentica le difficoltà, giocando e ballando, per non pensarci troppo su. Così, infine, il fotografo Carlo Cattadori posa il suo sguardo meccanico su di loro, per raccontarci di un paese tenace, di un popolo fiero, che ha resistito alla povertà inventandosi mille strategie per sopravvivere. Ora i suoi scatti sono esposti a Milano, fino al 19 giugno, negli spazi delle Gallerie Fnac di via Torino che come ogni mese propongono la personale di un giovane fotografo.
La mostra, dal titolo «Cuba: gente special», raccoglie una quarantina di immagini in bianco e nero che sono il frutto di più viaggi compiuti da questo autore nell’arco degli anni Novanta. Quelli erano tempi in cui l’isola si trovò ad affrontare ostacoli insormontabili come il disimpegno degli aiuti sovietici e il mantenimento dell’embargo economico da parte degli Stati Uniti. Eventi che hanno segnato il destino dell’intera società e che hanno provocato importanti trasformazioni socio-economiche, tanto che quel momento storico venne chiamato dallo stesso governo cubano «Periodo especial». Il paese dovette affrontare il tracollo rovinoso dell’economia e presto sia la classe dirigente che il popolo furono costretti a reinventarsi una nuova vita e nuove fonti di sostentamento per reperire generi di prima necessità come cibo e medicinali. Le inquadrature di Cattadori tralasciano i fatti tristi, eppure tutto traspare. Il suo obiettivo indugia sui momenti del quotidiano, fermando gli istanti di gioia di due innamorati in bici sulla spiaggia o il volto affaticato dei coltivatori di tabacco, la spensieratezza di un trombettista o i sorrisi di una ragazza bagnata dallo schiumare del mare. Un mondo fatto anche di contraddizioni, quello cubano, che Cattadori registra con spirito analitico e romantico. Le vite che il fotografo ha scrutato vengono sempre raccontate senza censure e con abbagliante semplicità. Più che un réportage in senso stretto, questo sembra il mescolarsi di personaggi sorridenti e quieti, in una parola speciali, proprio come ce li immaginiamo noi da qui.
L’esposizione è aperta alla Fnac di via Torino angolo via della Palla da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 20; domenica dalle 10 alle 20; ingresso gratuito. Per ulteriori informazioni, tel. 02.869541.
OGGI MI VA DI AVERE PENSIERI ECOLOGISTI.
Ecco quanto pesa sull'ecosistema gettare incoscentemente rifiuti per terra. Segnalo qui sotto quanto i materiali resistono al deterioramento per azione di agenti esterni.
(Da Il Giornale del 30 maggio 2006)
Fazzoletti di carta: 3 mesi
Avanzi di frutta e verdura: 3/6 mesi (che però non causano danni, ma concimano)
Fiammifero di legno: 6 mesi
Contenitore in pvc: 10/100 mesi, dipende
Chewingum: 5 anni (agghiacciante)
Contenitore in tetrapack: 10 anni
Lattina di alluminio: 10/100 anni
Chiodo di ferro: 60 anni
Involucro di plastica: 100/1000 anni
Polistirolo: 1000 anni
Vetro: 4000 anni
(Una gran fatica, per il pianeta, libErarsi di questi fardelli. Senza contare che oltre al "banale" inquinamento, alcuni di questi prodotti lasciati in un bosco o nel mare possono ferire o uccidere per soffocamento un discreto numero di animali selvatici)
LA NATURA SI METTE IN POSA
(di Barbara Silbe - da Il Giornale del 3 giugno2006)
Uno stormo di uccelli in volo nel blu del cielo, un’erbaccia che cresce dal cemento, lievi increspature dell’acqua, il fitto di un bosco. Dettagli, che fanno capire l’insieme. Elementi semplici, a volte apparentemente irrilevanti, eppure fondamentali come vocali per comprendere la grammatica della natura. Ecco il senso della rassegna allestita fino al 24 settembre al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano). «Naturale. Opere dalle collezioni», un titolo essenziale per spiegare una collettiva sul tema dell’ambiente che comprende foto e video di una ventina di artisti italiani e stranieri le cui opere fanno già parte delle raccolte dell’ente museale o sono in via di acquisizione.
Gli autori in mostra sono Andrea Abati, Vincenso Castella, Giovanni Chiaramonte, Daniele De Lonti, Paola De Pietri, Vittore Fossati, Moreno Gentili, il Gruppo Scema La Luce, Roni Horn, Tancredi Mangano, Martino Marangoni, Roberto Masotti, Pepi Merisio, Enzo Nocera, Occhiomagico, Cristina Omenetto, Bernard Plossu, Francesco Radino, Pio Tarantini, George Tatge, Massimo Troboldi, Fulvio Ventura. Tutti loro, ciascuno con il proprio stile e sguardo, focalizzano l’attenzione sugli elementi della terra, sulla loro potenza o delicatezza, tralasciando la rappresentazione del paesaggio in senso complesso e articolato. E allora sfilano davanti all’obiettivo alberi, foglie, nuvole, rami, cespugli, cristalli di neve, il greto di un fiume. Le immagini sono un invito a osservare le cose del mondo con attenzione e semplicità, pensando alla natura non come a un bene perduto che si trova lontano dalla vita moderna così artificiale, fatta di cemento, traffico, lavoro, tecnologia, consumi, ma come a un sentimento profondo e atavico che ci accomuna. A margine di ogni periferia cittadina o ai lati di ogn strada a scorrimeto veloce, si trova l’esperienza verde che quasi abbiamo smesso di vedere. Un momento che dall’esposizione emerge come necessario alla sopravvivenza, emozione che ci riporta all’origine e che dovrebbe farci riflettere sui nostri errori. L’uomo stesso, in fondo, è un prodotto della natura, eppure la nostra specie sembra essersi rassegnata a vivere in spazi angusti perdendo ogni familiarità con piante e vento. Veniamo così invitati, grazie a una manciata di scatti, a osservare meglio la realtà visibile, per costruire un legame tra il mondo esterno e la nostra interiorità.
Per informazioni, tel. 02.6605661; www.museofotografiacontemporanea.org. Ingresso libero da martedì a domenica dalle 10 alle 19; giovedì 10-23; chiuso lunedì.