In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
lear56 in ATTESAAzzurro pennap...
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"Senza spiegarti nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà"
(...)
"Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta a giocarci insieme, e te li smonta, un attimo, una frase e tutto si disfa. Succede. Mica per altro che vivere è un mestiere gramo. Tocca rassegnarsi. Non ha gratitudine, la vita, se capite cosa voglio dire. Gratitudine"
(Alessandro Baricco, Oceano Mare)
STRANI REGALI
A Natale ho ricevuto un regalo strano, o almeno così sembrava. Talmente strano da non sapere che farci, nè dove metterlo. Talmente folle da scapparmi una risata. Sapete quelle cose che le guardi e dici: "perché?". Lo descrivo: si tratta di un cilindro di vetro, fragilissimo. E' pieno di liquido trasparente dentro il quale galleggiano delle piccole ampolline, delle bolle anch'esse di vetro con appeso una targhettina in metallo che segna una temperatura. Si chiama "Termometro di Galileo", ha la forma di un vaso, lo sguardo strano di un soprammobile. L'ho preso tra le mani ridendo e mi sono detta: "tintinna in maniera sinistra per una persona maldestra come me, di sicuro me ne sbarazzerò presto". Poi ho tentato di capirne il funzionamento. Dovrebbe misurare la temperatura ambientale. Ma a me non sembrava. Allora l'ho messo sul davanzale, anche nei giorni della Grande Neve, e ancora non capitava niente. Allora ho affrontato il problema: è una cosa inutile, ho pensato, lo userò come si conviene, come un soprammobile. L'ho appoggiato su una mensola, sopra il letto, e ogni mattina mi capitava di passarci accanto e di scuotere la testa. Non potevo buttarlo. Me l'ha regalato una delle persone che amo di più al mondo. Con ironia e stravaganza, con affetto e originalità. E' stato lì per mesi, a guardarmi rassettare le coperte, spolverare, andare e venire. Poi un giorno, all'improvviso, ha dato segnali di vita. Le ampolline hanno preso a muoversi attirando la mia attenzione. Piccole bolle di vetro blu che hanno cominciato a scendere verso il basso del vaso. Cambia la temperatura esterna e loro calano, una alla volta, da dove sono, una ad una finché quest'estate non saranno accovacciate sul fondo. E il prossimo inverno ancora galleggeranno in cima. Un termometro, un regalo strano al quale sono affezionata, che misura affetti e ironia, che mi ricorda una persona che adoro, e che ogni volta mi fa sorridere.

Eoghann MaCcoll, Hoffelsjokull

Man Ray - Woman with long hair, 1929
Abbandono, totale, sonnambulo. Zero pensieri, zero distanza. Mal di testa anche, sollecitazione cervicale che sa di tensioni che si allentano. E poi occhi chiusi, occhi aperti, occhi che guardano anche da dietro una siepe di ciglia, carezza di ciglia sui pensieri, carezze di ricci sui pensieri, carezze... Che pensa, lei, ci hai pensato? Che cosa la attraversa, prima che l'otturatore scatti e fermi un istante in mezzo all'eternità? Pensa che è felice oppure no? Pensa di addormentarsi quieta oppure no? Pensa o sogna? Pensa o ama? Pensa o gioca? Chi sarà il fotografo perché lei gli consenta di metterla proprio in quella scomoda posizione? Domande, sollecitate da questa strana immagine. La magia dell'arte, della poesia, che si perpetua a distanza di decenni, che registra una realtà sempre uguale, emozioni che sono le stesse.

Ho una farfalla negli occhi
solo lei
ho il suo fremere lieve
come un pensiero
come carezze di ciglia
su guance stupite
Ho una farfalla in mente
blu cina indelebile
le sue ali scintillano
energia e luce
spesa per me
e da me ricambiata
Ho una farfalla accanto
sulla pelle
mi racconta fiabe
da mille e una vita
"ella leiula"...

ACQUA DI MUSICA
Vivo tra ulivi e acqua
di musica che stringe nell'eco,
respiro con la gravità dell'aria
come nei giorni del risveglio dei lillà
o di un onesto abbandono.
Ho un archivio intero
di passi, porte socchiuse, rami con gemme
e foglie anche d'inverno, eppure
tutto mi accompagna piano da te,
dove la parola non muore e la quiete
è un silenzio in movimento.
Massimo Scrignòli, "Lesa maestà", Marsilio ed.

Vado a fare un pick-nick, non so se torno... Vado, mi sdraio sull'erba e guardo il cielo di questa primavera per capire se è arrivata davvero. Ora parto a cavallo della Yaris, dico sul serio. Aspetta, controllo soltanto se ho preso tutto il necessario, passo in rassegna il cestino, non serve poi molto, no? Basto io, così pare, incredibile. Eppure ho intenzione di crederci, adesso. Punto in direzione del prato, mi abbandono, cerco carezze di sole, chiamo il vento a giocare coi riccioli, chiedo tempo e spazio, ruberò ogni fremito di foglia, voglio ricordare tutto e conservare barattoli e sacchetti vuoti da riempire per la prossima volta. Saluto tutti, per ora. Chissà come sarà il rientro?

