In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
lear56 in ATTESAAzzurro pennap...
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
BunkerU in SULLO SCAFFALE Pacch...
phantom69 in SULLO SCAFFALE Pacch...
macca in SULLO SCAFFALE Pacch...
1sorriso in SULLO SCAFFALE Pacch...
airblue in SULLO SCAFFALE Pacch...
Giuvale in SULLO SCAFFALE Pacch...
onlyyou in SULLO SCAFFALE Pacch...
«Un gigolo in doppiopetto»
Agenzia Contrasto
Ansa
ArepoSator
Beppe Grillo
Blog..che parolone ;-)
Canoniani
Cesvi, cooperazione e sviluppo
Dalla parte di chi guida
Donne con la penna
EDT Lonely Planet
Edvard Munch
Enpa
FIGLI DEL SOGNO
Gettalamaschera
Hope and love is life.
Identità golose
Il caffè
Il Giornale
Il Giornale dell'Arte
Il Maratoneta
Il portale dell'agriturismo
Infinite storie
Informatissimafotografia
Io me stesso
La Cucina Italiana
Lettori creativi
Libri necessari
Linguafranca
Losca. Perché losca è l'attività del poeta-bandito (dalla società)
Louvre
mab, il sogno di mercuzio
Magnum Photos
Marina Gersony
Mario Sechi
Medici senza frontiere
moleskine with irony & topography
Mountain Wilderness
Museo Guggenheim
Museo Reina Sofia
Nuvola Vola
Nuvoletta Rossa
pbfotografo
Pensieri vagabondi
Quotidiani americani
Renato Zero
Respiromare
Riflessi di donna
Sabelli Fioretti
Saffo13
Scrivere è un tic
Slow Food
stazione milano
The Museum of Modern Art MoMa
Tito
ultimadomanda
viaggiare sicuri
workshop fotografici
Zig Zag Viaggi
Zigzagando
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
aforismi
africa
alessandro baricco
amicizia
amore
animali
anniversari
arrabbiature
arte
articoli
autostima
autunno
bacio
baricco
canzoni
cartier-bresson
casa
citazioni
compleanno
cucina
delusioni
dialogo
dispiacere
domande
ecologia
famiglia
felicità
formentera
fotografia
fotografie
harley davidson
informazioni
irlanda
ironia
islanda
lago di garda
lampedusa
lavoro
libri
londra
lucca
mamma
man ray
marocco
messico
milano
moda
montagna
monte baldo
musica
natale
nonno
norvegia
notte
orgoglio
ottimismo
pace
papà
parole
paura
pensieri
perline
poesia
politica
progetti
regali
renato zero
ricordi
roma
san lorenzo
saudade
scrittura
silenzio
solitudine
thomas
tristezza
uomini
viaggi
workshop
zio
visitato *loading* volte

I sogni non sempre si realizzano.
Ma non perché siano troppo grandi o impossibili.
Perché noi smettiamo di crederci.
(Martin Luther King)
Today I feel black...
ANTICIPAZIONI
ROMA
"Modigliani"
Figura carismatica e “maledetta” del panorama dell’arte italiana, scomparso a soli 36 anni a causa della tubercolosi e vissuto tra donne, droghe e alcool, Modigliani non godette in vita di tutto il successo che avrebbe meritato. Questa antologica, a cura di Rudy Chiappini, direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Lugano, evidenzia il notevole valore della sua ricerca artistica, influenzata dal clima della Parigi di inizio ‘900, e focalizza l’attenzione sulle due serie di nudi prodotti dall’artista livornese all’epoca della piena maturità. In tutto sono esposte un centinaio di opere tra oli, disegni, acquarelli.
COMPLESSO DEL VITTORIANO
VIA SAN PIETRO IN CARCERE (INFO: 066780664)
DAL 24 FEBBRAIO AL 20 GIUGNO
VENEZIA
"Un Modigliani a Ca’ Pesaro". Dal 1° febbraio al 30 aprile, il celebre dipinto «La femme à l’éventail», ritratto quasi cubista che Modiliani fece all’amica Lunia Czechowska poco prima di morire, sarà esposto a Ca’ Pesaro grazie a un prestito del Musée d’Arte Moderne di Parigi. Orario: 10-16; dal 1° aprile 10-17; chiuso lunedì.
“… così come siamo, senza strani accorgimenti, né ombre né contorni, nella pura essenzialità dei nostri naturali gesti. La trasparenza necessaria affinché le nostre piccole imperfezioni vengano finalmente fuori e si facciano valere.
Le essenze profumate nascondono ingiustamente la nostra naturale traspirazione, il profumo di una pelle fortunatamente dissimile da persona a persona, da carattere a carattere. Perché tradire il nostro odore? L’unico vero richiamo per essere riconoscibili da chi va a caccia di SINCERITA’
Donarsi alla fine è l’unica, valida attitudine in questo già fin troppo abusato mercato. Donarsi, non vendersi. Concedersi, non barattarsi. Avere la forza di annullarsi per riemergere nell’anima di qualcun altro in grado di comprendere ed apprezzare i nostri intenti, la nostra incontenibile generosità”.
Ogni mio lavoro è un dono, che dedico anche a me stesso. Mi premio così! E più la vita mi toglie… e più sento il bisogno di gratificarla. Perché qui o altrove, so che ogni mio piccolo sforzo fa sorridere gli angeli… e rende azzurra la mia tolleranza.
Ed oggi, disadorno di tutti gli orpelli, e delle vanità accessorie, ho cinquantacinque buone ragioni per non sentirmi “nudo”.
Legato a un respiro…”
(Renato Zero, Il Dono)
UNA VECCHIA SIGNORA DAL FASCINO MILLENARIO
(di Barbara Silbe, Il Giornale del 29/1/2005)
È una vecchia signora, ma non porta i segni dell’età. Niente rughe né acciacchi, solo fascino dal sapore un po’ retrò. Eppure ha più di mille anni. Mille e sei per la precisione, quasi quanti il Generale Inverno. È la Fiera di Sant’Orso, tradizionale kermesse popolare che si tiene ogni anno a fine gennaio nelle vie del centro storico di Aosta, appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati della cultura alpina le cui radici affondano nella storia e nelle leggende della verde Vallée. Sembra infatti che la prima edizione risalga all’anno Mille, e che prenda il nome dall’umile sacerdote di origine irlandese o scozzese diventato santo patrono della città grazie ai suoi miracoli. E si crede che l’acquisto di un oggetto durante la fiera porti fortuna per tutto l’anno.
Tutta la produzione tipica dell’artigianato valdostano si dà appuntamento qui il 30 e il 31 gennaio, per una due giorni magica e affollatissima. Dalle sculture in legno al ferro battuto, dagli originali oggetti in pietra ollare alle lavorazioni in cuoio, dai tessuti in lino ai pizzi al tombolo delle ricamatrici di Cogne. E ancora prodotti enogastronomici e degustazioni, taglieri, attrezzi agricoli, mobili, marchi in legno per il burro, giocattoli, maschere, sabot, slitte e ceste. Per finire con i sock e i piun, confortevoli pantofole di tessuto, e con i drap della Valgrisenche realizzati in lana di pecora. Più di mille gli espositori locali che partecipano all’evento per il piacere di promuovere e tramandare la propria creatività e per celebrare l’identità della cultura locale. L’oggetto più rappresentativo della Fiera di Sant’Orso? È la grolla, naturalmente, un Graal in versione montana, simbolo di fratellanza e convivialità che viene ancora considerato il dono delle feste popolari e degli eventi ufficiali.
Per informazioni: Pro Loco Valle d’Aosta, tel. 0165.257096; Ufficio Informazioni Turistiche di piazza Chanoux, tel. 0165.236627; www.fierasantorso.it.

HO GLI ORECCHI PIENI DI MARE
Così, librata su un pallore d’acqua, galleggia la mia zattera sull’ombra
come un pianeta, sullo spazio oscuro,
sostenuto a distanza da una stella.
Ho gli orecchi pieni di mare.
Ho l’anima che come una medusa
biancheggia, nottambula, in cresta
al fluttuare violetto dell’acqua.
Dell’acqua, rigonfia d’ignoto;
dell’ombra, ch'è tiepida di te.
(Corrado Calabrò, Poesie d’amore)

LINDBERGH, LE VISIONI DI UN ARTISTA CORDIALE
di Barbara Silbe (da Il Giornale del 25 gennaio 2006)
Non sono i soldi. Non è per questo che Peter Lindbergh ha scelto la fotografia di moda. Lo capisci appena il tuo sguardo incrocia il suo: acuto, cordiale, sereno. Ne hai la conferma in ogni suo gesto, in quello che dice e in come lo fa. Sei al cospetto di un gigante, e invece di sentirti una lillipuziana ti sembra di giocare una partita ad armi pari. Sei all’inaugurazione della sua mostra (allo Spazio Forma da oggi fino al 26 marzo), e avverti che è come se lui cercasse di creare l’atmosfera giusta, come se volesse far sentire gli altri a suo agio nel salotto di casa. Farà così, di certo, quando realizza un servizio per Vogue o Harper’s Bazar: contatta una modella, allestisce la scena come se fosse il mondo reale, e ribalta aspettative e punti di vista facendola muovere lì dentro fino a umanizzarla, aiutandola a scendere dal piedistallo.
Il «fashion system» fa guadagnare denaro a palate anche a chi si muove dietro le quinte. Eppure continui a pensare che non sia questa la ragione, e che non sia nemmeno il bisogno di notorietà (demone che spinge molti artisti a intraprendere una particolare carriera), ad aver indirizzato il sessantenne autore tedesco verso questo mondo. Lui sorride e si compiace. Lui, uno dei più corteggiati maestri del genere, i suoi scatti indissolubilmente legati alla magia del Calendario Pirelli, incrocia le braccia, ti chiama per nome e ti guarda dritto negli occhi, poi dice: «Le mie foto sono diverse, forse perché prima di tutto mi concentro sulla donna, poi viene la composizione dell’immagine, e infine la moda stessa». Ti pare allora di aver capito. Ti circondano le sue opere, bianchi e nero e colore mescolati, appese ai muri candidi di questo nuovo centro milanese dedicato alla più giovane delle arti visive. Una delle due sezioni dell’antologica è dedicata a un suo progetto singolare dal titolo «Invasions»: sembrano tanti fermo-immagine cinematografici che raccontano un’invasione di extraterrestri sulla terra. Scene minacciose, senso di soffocamento che pervade chi osserva, per un Lindbergh insolito e affascinante. «In realtà – prosegue – l’idea nasce da un fatto piuttosto banale: ero dal dentista, a Parigi, e mentre aspettavo il mio turno sfogliavo una rivista dove erano pubblicate alcune interviste a delle persone che pensavano di aver visto un Ufo. Ho semplicemente preso spunto dalle loro testimonianze surreali e un po’ naïves». Nell’altra sala volti di ragazze perfette, belle da commuovere, normali da stupire anche un sasso. Milla Jovovich, Amber Valletta, Nadia Auermann, Veruschka, Kristen Mc Menamy davanti al suo obiettivo sembrano quasi come noi. Ombretto che cola, una ruga che emerge, il ciuffo spettinato, gesti sghembi, sudore e lacrime sui giovani volti. Questo conta, allora? Le donne, ognuna con una sua peculiarità, soggetti-oggetti di desiderio che non nascondono drammi e fragilità. «La fotografia – confessa Lindbergh – è solo un mezzo per entrare in comunicazione con gli altri. É niente più che un mestiere». E la moda, maestro? «Vede – conclude l’artista – la fotografia è per sua natura restrizione. É un ambito vincolato da molte regole, quelle artistiche e quelle imposte dagli editori. La moda non è stata la mia prima scelta, in fondo. Ma quando mi ci sono trovato dentro ho capito che soltanto lì potevo avere tutta la libertà che volevo».
«Peter Lindbergh. Visioni», Spazio Forma, piazza Tito Lucrezio Caro 1. Orario: 11-21; giovedì 11-23; chiuso lunedì. Per informazioni: 02.58118067; www.formafoto.it.

Dario Fo Sindaco di Milano |
|
Fo sindaco di Milano sarebbe un miracolo.
Una di quelle cose che succedono ogni tanto nella vita, una cosa bella.
Uno squarcio di luce nello smog, nella politica-economia, nell'apatia, nella mancanza di coraggio.
Fo fa paura.
Di Fo non si parla.
(Dal sito di Beppe Grillo)