In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Eccomi

Blogger: onlyyou
Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

lunedì, 31 ottobre 2005

© R. LEE

QUEI "MODI DI VEDERE" DALL'OBBIETTIVO

La fotografia è come un’impronta di piede sulla battigia della storia. E’ testimonianza di ciò che è stato, prima che arte. E’ racconto, più che tecnica. E’ realtà, oltre che sogno. La fotografia ha accompagnato gli ultimi 150 anni della nostra storia scadenzandoli, osservandoli, raccogliendoli e restituendoceli digeriti senza quasi che ce ne rendessimo conto. E noi? Abbiamo fatto tutto attraverso un obiettivo. Abbiamo immortalato sorrisi, attraversato decenni, spiegato avvenimenti, fremiti, commozioni, senza smarrirci, anche grazie alla magia della luce che passa attraverso una lente e ferma per sempre le verità che ha di fronte. Una panoramica su quest’ultimo secolo e mezzo di invenzione fotografica ci viene offerta dalla mostra “Storie di sguardi. La fotografia da Nadar a Erwitt”, aperta  fino al 15 gennaio 2006 a Milano, presso lo Spazio Forma, piazza Tito Lucrezio Caro 1, il nuovo centro per la più giovane delle arti visive progettato dall’Agenzia Contrasto in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera.

Si parte da quando la fotografia era poco più che un’idea in testa, venuta fuori da qualcuno stregato da una nuova scoperta e dal bisogno di vedere oltre. La tradizione vuole riconoscere l’inventore della tecnica fotografica in Nicéphore Niépce, che nel 1826 realizzò una veduta dalla sua finestra che divenne la prima immagine riconosciuta come fotografia. Seguì un personaggio di nome Gaspard-Félix Tournachon, che si faceva chiamare Nadar. Egli si accorse subito delle infinite possibilità del mezzo. Aveva già la coscienza dello storico, il sentimento di responsabilità del testimone oculare meravigliato da un prodigio. I suoi esperimenti coi dagherrotipi erano catalogazioni, raccolte di racconti corredate da ritratti. Come in letteratura, Nadar affrontò aneddoti e passaggi cruciali fissandoli come farebbe un romanziere, utilizzando le prime lastre d’argento quasi che attraverso quelle si potesse creare nuova vita. Poi, nell’arte, vennero gli impressionisti, i surrealisti, i modernisti, che influenzarono anche la fotografia, e con loro tutto si trasformò in interpretazione e fantasia. Atget, Duchamp, Man Ray, Stieglitz, Adams, tutti sperimentavano,  cavalcando l’onda dell’intuizione, dei riferimenti pittorici, delle nuove tecniche, creandone nuove, lasciando orme fresche sulla sabbia dello stile, fino alla prossima mareggiata.

Il racconto storico della mostra prosegue fino ai giorni nostri, senza stucchevoli celebrazioni. Si tratta di una ricognizione lunga un secolo e mezzo, per districarsi attraverso le evoluzioni della tecnica e della nostra stessa percezione artistica, dall’epoca primitiva fino all’uso che delle immagini si fa oggi nella comunicazione, fino al réportage e al digitale che ha cambiato tutto, una volta di più. La sola ambizione possibile è quella di spingerci a guardare, di invitarci a ricomporre il puzzle dei ricordi e del percorso di un’arte che ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere e descrivere la realtà. Tante le finestre aperte sul passato e su ciò che siamo stati. Esposti 122 scatti di autori come Arbus, Newton, Curtis, Cameron, Lewis Carroll, Steichen, Capa, Cartier-Bresson, Doisneau, Giacomelli, Weston, Penn, William Klein, Boltansky, Avedon.

Invece del solito catalogo, Contrasto pubblica per l’occasione un’antologia della collana “Fotonote” divisa in tre volumi: “Dall’invenzione all’arte fotografica” (1839-1880);  “Il mezzo dei tempi moderni” (1880-1939); “Dall’istante all’immaginario”(1930-1970).

Aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20; giovedì fino alle 22; chiuso lunedì. Biglietto: euro 3/5/6,50.
Per informazioni: 02.58118067.

 

Postato da: onlyyou a 22:41 | link | commenti (5)
articoli, fotografia

domenica, 30 ottobre 2005

LUNGO PRATI DESERTI

(Jean Flaminien)

Lungo prati deserti

sotto nuvole quiete

transitano uomini a nudo

dietro illusioni future.

Nel loro intimo

si aprono le stelle

perché essi vi attingano

l'affetto delle cascate

per l'acqua lenta:

così la purezza profonda

limita il loro pianto

Postato da: onlyyou a 17:29 | link | commenti (4)
poesia

“Si respirava un’aria intrisa di odori forti, l’Oriente stesso, saturo, quasi nauseante, strato vischioso che s’incolla alle suole…”

(Sélim Nassib)

Marrakech, ecco quale potrebbe essere il posto giusto per questa notte, e per le prossime. La "città rossa", così la chiamano, perfetta per levarmi la nebbia di torno, per vagabondare tra suoni e sentori penetranti,  per  ragionare su ciò che manca in questa vita, perché sia felice. Marrakech, l'indirizzo di una magia, delle cicogne sui tetti, di movimenti lenti e rarefatti, di thè alla menta e litanie lamentose e inebrianti. Vorrei rivedere i suoi giocolieri, i saltimbanchi, il dentista ambulante che ti accoglie con le tenaglie in mano. E poi gli incantatori di serpenti, i venditori d'acqua sdentati e coloratissimi, le ragazze dagli occhi scuri come limo, alle quali chiedere l'henné per la mia pelle, bruciore stemperato dal sudore e confuso nei pensieri. Vorrei tuffarmi nella sua kermesse in bilico tra medioevo e modernità, tra peccato e preghiera, tra cielo e deserto. Vorrei un talismano, comprarlo lì, trattando sul prezzo fino allo sfinimento,  da riportare a casa per irradiare in me energia infinita.

Postato da: onlyyou a 01:01 | link | commenti (1)
pensieri, viaggi, aforismi, marocco

"Stasera ho solo voglia di cantare un po', dolcemente, tristemente. Aspettando che faccia mattino..."

Sulle Labbra E Nel Pensiero

E poi silenzio all'improvviso
c'è tutto il mondo sul tuo viso
col mare mosso dal sorriso

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E io non penso a cosa penso
la tua presenza ha un solo senso
in questo mondo di silenzio

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E ho le mani che non sanno
precisamente cosa fanno
vanno e non so se torneranno

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E ti sento respirare
come se non lo sapessi fare
e stiamo per dimenticare
tutto quello che non era amore
e sembra che mai
non siamo stati amati mai

E voglio solo sperperarmi
e dissiparmi e consumarmi
e come l'acqua riversarmi

e tu mi leggi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

E ti sento ritornare
dopo che ti sei lasciata andare
e quasi ti fa disperare
la sfrenata quantità d'amore
sembra che mai
non siamo stati amati mai

E nel mio corpo corre il cuore
il cuore corre e vuole uscire
e vuole uscire dal mio cuore

e tu ti espandi nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

tu prendi il posto del pensiero
sulle labbra e nel pensiero

e scoppia il cuore nel pensiero
sulle labbra e nel pensiero

Postato da: onlyyou a 00:37 | link | commenti
pensieri, canzoni

sabato, 29 ottobre 2005

 

 

(…)

 

MI PIACE

La neve

Le foglie d’autunno

Roma

Le perline di vetro

I bonsai

L’azzurro e l’arancio

Il bianco e nero in fotografia

Gustav Klimt e Pablo Picasso

Il rimmel sulle ciglia

 

 

NON MI PIACE

Il jazz moderno

Le conclusioni affrettate

Fare lavori ripetitivi

L’ordine maniacale

L’invadenza

Il telefono che squilla nel cuore della notte

Andy Warhol

Le polemiche inutili

Essere in ritardo

 

 

Postato da: onlyyou a 14:03 | link | commenti (4)
pensieri

venerdì, 28 ottobre 2005

Passata la tempesta...

Vedolarcobalenoooooooooooooooooooooooo e anche quello che ci sta dietro. Vedo campi di fiori e cirri di panna! Vedo foglie arancione scuro, come le mie labbra. E i delfini che mi salutano dal blu.

 

Postato da: onlyyou a 18:29 | link | commenti (3)
pensieri

Questa mia giornata, come molte di recente, è di vento e onde. Spero che passi, che si quieti entro sera. Vedo scogli infranti di schiuma, vedo barche tra i flutti, vedo delfini lucenti e isole proprio nel mezzo di questa tempesta. Voglio, sogno, un mare che mi culli, non questo spavento. Voglio gabbiani che svolazzano, strilli di bimbi, un tuffo del sole dietro l'orizzonte, da assaporare, e il buio a illumimarmi i pensieri. Una vacanza, devo prendermi una vacanza, intrisa di colore e odore d'estate. Non è ancora inverno, sarà poi, e già ci penso. Cercherò in questa città una distesa di sabbia calda dove sprofondare le mie risate libere e ricciute. Cercherò di tornare bambina, quando tutto intorno era sicuro come la terra ferma, davanti al mare, e io osservavo incredula i movimenti dell'acqua, gli occhi fissi come se leggessero le ultime frasi di una lettera d'addio.

Postato da: onlyyou a 14:42 | link | commenti (2)

TAC, OGGI MI ASPETTA UN GRADINO DELLA VITA.

L'ENNESIMO. TANTI ALTRI CE NE SARANNO, MIGLIORI E PEGGIORI DI QUESTO.

MA INTANTO E' QUESTO. INTANTO E' PAURA E SPERANZE,

RESPIRO CHE SI FERMA, DOMANDE CHE ASSIEPANO IL PENSIERO

TAC, LA CONSAPEVOLEZZA CHE E' SOLO UN ESAME

UN CONTROLLO

UNA SICUREZZA IN PIU'

EPPURE RICORDO COME E' STATO SETTE ANNI FA

SENTIRSI DIRE CHE FORSE MIA MADRE NON SAREBBE SOPRAVVISSUTA

E INVECE E' QUI.

MI PIACE PENSARE CHE E' STATO ANCHE GRAZIE A ME

ALLE MIE UNGHIE AGGRAPPATE A LEI

AL MIO BISOGO DI NON LASCIARLA ANDARE

MAI.

 

Postato da: onlyyou a 12:50 | link | commenti (2)
pensieri

mercoledì, 26 ottobre 2005

Stasera vorrei un mondo così. Puro, incantato, ai confini del possibile.

Postato da: onlyyou a 21:31 | link | commenti (4)
pensieri

VOLARE

Uno di questi giorni racconterò del mio volo in deltaplano. Dell'adrenalina e della tranquillità che ha generato, dell'osservare il prato e gli alberi e le case standogli sopra, sfiorata dal vento, stordita dall'altezza. E' stato come andare in motorino in mezzo al cielo, niente altro che aria al mio fianco e davanti e dietro, spinta da una vela come in mezzo al mare, navigando e strillando e tremando accanto agli aironi, pensando a tornare salva eppure felice di essere lì, sospesa nel blu, ebbra di emozione. Uno di questi giorni, quando farà meno freddo, ci vorrei tornare, lassù, con quell'amico sulla sua moto da cielo. Se non mi avesse dato sicurezza, se non mi avesse chiesto il permesso, non saremmo mai decollati. Un rollaggio in pista, solo questo doveva essere. Invece... invece è stato un incanto al quale spesso ripenso, che ogni tanto vorrei rivivere.

Postato da: onlyyou a 18:07 | link | commenti (2)
pensieri