In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.

Eccomi

Blogger: onlyyou
Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.

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martedì, 30 agosto 2005

Tordo Bottaccio Ucciso

Caccia, il 1° settembre ricomincia la strage.

 

Chiamano sport ciò che sport non è. Definiscono passione la sete di morte. Chiamano divertimento giocare a fare i duri con le esisenze di altri esseri viventi, invece è puro sadismo. Senza contare coloro che le regole non le rispettano, mettendo in pericolo l'ambiente e la salute di tutt. Ma quand'è che la piantano???

 

Postato da: onlyyou a 20:12 | link | commenti (7)

lunedì, 29 agosto 2005

Comincia oggi un nuovo appuntamento dedicato all'arte. Ogni lunedì pubblicherò segnalazioni sulle principali mostre in corso in Italia e all'estero, riprendendo così la mia rubrica "IN GALLERIA" a scadenza settimanale sulle pagine dell'arte del quotidiano Il Giornale.

Buona lettura!

AMBURGO (Germania)

Wainer Vaccari. Fighters. Da oggi e fino al 30 settembre, alla Kunsthaus sono raccolti 57 ritratti ai grandi pugili della storia realizzati dall’artista e illustratore modenese affermato sulla scena internazionale fin dagli anni Ottanta. Orario: 11-18; chiuso lunedì.

VENEZIA LIDO

Massimo Gatti. Wind Shapes. Lo sguardo di un grande fotografo si posa sulle forme sinuose della modella sudanese Alek Wek: dal 1° al 10 settembre (per tutta la durata della Biennale), alla Sala Tropicana dell’Hotel Excelsior, 16 immagini raccontano questo incontro. Il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza. Orario: tutti i giorni 12-24; ingresso libero.

RIVA DEL GARDA

Achille Dal Lago. Olii, bozzetti pubblicitari e chinografie raccontano il percorso artistico di Dal Lago: pittore d’avanguardia (Austria 1910-Riva 1981), si accostò al Futurismo e al Surrealismo e concluse la carriera realizzando anche manifesti e locandine. Al Museo Civico dal 3 settembre al 30 ottobre. Orario: 10-18; chiuso lunedì.

TORINO

Stefano Bricarelli. Fotografie. Una selezione di cento scatti, tratti dal corposo fondo dell’autore donato alla città, raccontano una carriera di grande fotografo del XX secolo dagli esordi agli anni Settanta. Immagini storiche e intime, alla Galleria d’Arte Moderna, Gam, fino al 18 settembre. Orario: 9-19; giovedì 9-23; chiuso lunedì.

MILANO

Alice nel Castello delle Meraviglie. Al Castello Sforzesco fino al 18 settembre una divagazione sul tema della favola più celebre di Lewis Carrol guidati dalla creatività di Sironi, Carrà, Dadamaino, Fontana, Gastini, Pistoletto. Per adulti e piccini, per imparare a guardare l’arte senza pregiudizi. Orario: 9-17.30; chiuso lunedì.

LA SPEZIA

Enclave 2. Progetti d’artista. Il Centro d’Arte Moderna e Contemporanea, CAMeC, accoglie le opere di due autori italiani ormai di successo: è di Renato Ranaldi la personale «Dispositivi per l’ora d’aria», fino al 15 settembre; la mostra di Marco Gastini si intitola «Echi», fino al 4 settembre. Info: tel. 0187.734593.

VERBANIA

Editoria e giardini. Dal 2 all’11 settembre a Villa Giulia la quinta edizione della fiera che ruota intorno alla suggestione del giardino, inteso come spazio per la cultura e per l’arte. In programma laboratori, incontri, presentazioni, mostre e concerti. Info: 0323-503249.

MANTOVA

Rubens e la Duchessa di Mantova. La rassegna di Palazzo Ducale racconta il mecenatismo di Eleonora de’ Medici Gonzaga che commissionò al pittore fiammingo la pala d’altare per la “sua“ cappella superiore di Santa Croce. Il pezzo, affiancato da altre otto opere giovanili, rappresenta la Deposizione dalla Croce. Dal 9 settembre all’11 dicembre.

PARMA

Jean Cocteau, il poeta, il testimone, l’impostore. Alla Fondazione Magnani-Rocca di Corte di Mamiano un omaggio inedito alla personalità multiforme del romanziere francese, che fu anche regista, drammaturgo, pittore, saggista e critico, influenzato da molte correnti del Novecento. Dal 10 settembre al 27 novembre. Orario: 10-18; chiuso lunedì.

CASTIGLIONCELLO (Livorno)

Da Courbet a Fattori. I princìpi del vero. Progatonista dell'esposizione è ancora la ricerca della pittura macchiaiola, analizzata nel suo legame forte con la Toscana e nelle influenze del figurativo europeo. Corot, Zandomeneghi, De Tivoli, Banti e altri pittori, al Castello Pasquini fino al 1° novembre. Orario: 16-24; dal 6 settembre 9-19; chiuso lunedì.

SERAVEZZA (Lucca)

Melitòn Rivera Espinoza. L'energia e la materia. Una cinquantina di dipinti e quaranta sculture dell'artista di origine peruviana, stabilitosi in Italia da diversi anni, sono esposte a Palazzo Mediceo fino al 2 ottobre. Orario: 10-13 e 16-23; dall'11/9 16-20; chiuso lunedì.

PESARO

Nanni Valentini. Scolpire la terra. A vent’anni dalla scomparsa, il Centro Arti Visive Pescheria ricorda uno dei più apprezzati scultori marchigiani con una selezione di opere di grandi dimensioni dal 1978 al 1985. A cura di Ludovico Pratesi. Aperta con ingresso libero fino al 30 ottobre. Orario: 10-12 e 19.30-22; chiuso lunedì.

Postato da: onlyyou a 19:24 | link | commenti (8)

domenica, 28 agosto 2005

Coloro che reprimono il desiderio,

lo fanno perché il loro desiderio

è abbastanza debole

da poter essere represso

(William Blake)

Postato da: onlyyou a 22:50 | link | commenti (6)

Gran Bretagna, 1977 © Gianni Berengo Gardin

Spazi per la cultura: Berengo Gardin inaugura «Forma»

Di Barbara Silbe, 15 luglio 2005

 

Da fuori mica si capisce qual è la forma. Anzi, Forma, con la maiuscola, sostantivo ma anche nome proprio assegnato a un nuovo spazio dell'arte milanese. Da fuori, osservando l'edificio dall'ombreggiata piazza dove si affaccia, sembra un parallelepipedo dalle linee pulite, allungato verso il cielo come la casina di Anna Frank. Appena entri non ti orienti più. Gli spazi candidi si espandono in orizzontale, si moltiplicano in ogni direzione e realizzi che questo progetto ambizioso è destinato a diventare davvero il cuore di molte attività culturali. Forma è un ambiente multifunzionale dedicato al linguaggio visivo e all'aggregazione metropolitana. Forma è una struttura architettonica modernissima, sviluppata su una superficie di 1700 metri quadrati, di cui circa 800 adibiti ad area espositiva. È luogo di scambio e promozione, di incontro ed evasione, di gioco e creazione. È la nuova «dimora della fotografia», aperta da oggi in piazza Tito Lucrezio Caro 1 e voluta da Contrasto e dalla Fondazione del Corriere della Sera, in collaborazione con Canon Italia e Atm, l'Azienda Trasporti Milanesi che ospita Forma all'interno dello storico deposito dei tram nel quartiere Ticinese.
«Una ristrutturazione costata parecchio e non ancora finita», racconta Denis Curti, direttore della sede meneghina dell'Agenzia Contrasto. «Il centro sta a un passo dalla Bocconi e dall'Auditorium dell'Orchestra Verdi – prosegue – e si occuperà di fotografia a 360 gradi. I visitatori potranno godersi mostre di portata internazionale, ma anche acquistare libri al fornitissimo bookshop, concedersi una pausa alla caffetteria o al ristorante, navigare gratis nel web da una delle tre postazioni Internet messe a disposizione da Forma. E da metà settembre, il primo piano sarà destinato all'attività didattica: previsti workshop, laboratori, dibattiti, corsi e approfondimenti sugli argomenti più disparati (diritto d'autore, privacy, digitale e tecnologia)». Non solo la storia della fotografia, quindi, ma anche il contemporaneo, per registrare i bisogni e le necessità di chi all'arte si interessa seriamente. «Vogliamo mettere radici. Il nostro fiore all'occhiello – confessa Curti - sarà un master artistico, un vero corso di approfondimento di gestione dei beni culturali accessibile dopo la laurea e progettato in collaborazione con Naba, la nuova Accademia di Belle Arti di Milano».

Per l'inaugurazione, Forma ospita fino al 18 settembre una antologica dedicata al timido Gianni Berengo Gardin, uno degli autori italiani più apprezzati. Milanese d'adozione, è in attività da oltre cinquant'anni e con la sua inseparabile «Leica» ha sempre saputo raccontare i cambiamenti della nostra società con misurata ironia e originale umanesimo, osservando il mondo e infilandosi nelle pieghe sottili della vita in punta di obiettivo. «La fotografia mantiene giovani – dice Berengo con un mezzo sorriso – l'ho scelta per quello. Non essendo un credente, non mi aspetto l'aldilà e il lavoro che faccio è frutto del mio tenace attaccamento alla vita». Un omaggio ai suoi 75 anni, che compirà il prossimo 10 ottobre, fatto di 150 scatti in bianco e nero, dagli anni Cinquanta a oggi, suddivisi in 11 percorsi tematici: Venezia, Lavoro quotidiano, Donne, Parigi, Empatia, Contro, Paesaggi con figure, Cerimonia, Milano, Sottigliezze, Vita di provincia. Il corposo catalogo è edito da Contrasto. Per altre informazioni, www.formafoto.it.

Postato da: onlyyou a 20:58 | link | commenti (2)

giovedì, 25 agosto 2005

Ha Tanti Cieli La Luna

(Renato Zero)

Luna dei licantropi
lupi come me
trasformisti abili
se luna piena c’è
luna luna
se sei lì un amore ha più fortuna
notte tu che notte sei
senza luna.
Luna quanti figli
quanti amanti hai
luna tu che vegli
su poeti ladri e pescatori
e per quelli come me
una luna basterà
per fantasticare.
E’ lassù che vanno i segreti
sono li sospesi così
perché qui li avrebbero uccisi
la luna li difenderà
E così ha tanti cieli la luna
sia Cristiana Buddista o Ebrea
ogni uomo può avere la luna
anche se cieco la vedrà luna.
E nessun sole mai
ruffiano finché vuoi
potrà offuscarla.
Resta là anemica amica
resta là e il sogno non avrà età
forse non ti si può abitare
ma la tua forza è questa qua
Grazie a te gli occhi si leveranno
ringraziare o pregare chissà
grazie a te quelle ombre cadranno
e la favola continuerà luna
mi perderai luna. Luna

Postato da: onlyyou a 18:18 | link | commenti (3)

martedì, 23 agosto 2005

Io conosco un pianeta su cui c'è un signore cremisi. Non ha mai respirato un fiore. Non ha mai guardato una stella. Non ha mai voluto bene a nessuno. Non fa altro che addizioni. E tutto il giorno ripete come te: "Io sono un uomo serio! Io sono un uomo serio!" e si gonfia di orgoglio. Ma non è un uomo, è un fungo!

Antoine De Saint-Exupery

Postato da: onlyyou a 23:28 | link | commenti (3)

lunedì, 22 agosto 2005

IN ISLANDA A CACCIA DI ELFI

di Barbara Silbe

Le strade islandesi sono un susseguirsi di sassi e curve e montagne verdi che fanno venire pensieri strani. Quella che percorre il perimetro dell’isola - si chiama Route numero uno, la chiamano autostrada - sembra un lungo Raccordo Anulare a due corsie, deserto e senza grossi svincoli. L’oceano da un lato, la lava scura dall’altro, ti porta in luoghi magici di questo Paese senza alberi, luoghi che fanno venire pensieri altrettanto strani, nei giorni di nebbia. Il silenzio è totale, quasi opprimente. Lande spazzate dal vento gelato, abitazioni sparse a casaccio sulla costa tappezzata d’erba e di un ammaliante fiore lilla. Somiglia all’erica d’Irlanda, alla lavanda di Provenza, ma è grosso come un giacinto, forma cespugli che ti arrivano alle ginocchia, profuma di muschio dolce e caffè. Lo scenario è tanto bello che prende lo stomaco e quasi non ci si crede. Non si crede a tanta solitudine, non si crede alle nuvole che corrono, e pare impossibile anche tutta la luce che in estate inonda la campagna giorno e notte.
Poi arrivi in una pittoresca cittadina di pescatori con un nome da stupire qualsiasi linguista: Hafnarfjordur, e scopri che quello che hai rimuginato prima non era fantasia, ma credenza popolare che sconfina nella realtà, malgrado il tuo scetticismo. Ad Hafnarfjordur, 18mila anime non lontane dalla capitale, esisterebbe un castello invisibile chiamato Hamarinn, in cui vive una nobile dama vestita di bianco che convive con gli elfi e le fate. C’è perfino una mappa, distribuita dal locale ufficio informazioni, che indica con puntini colorati le zone abitate da queste creature mitologiche dalle orecchie a punta.
Se chiedi in giro di elfi e draghi, nessuno confessa, omertoso. Ti guardano con quegli occhi azzurri come il cielo dipinto da Michelangelo e poi passano oltre con un sorriso asciutto come aringhe secche. Eppure, in quest’isola nordica alla deriva fra Europa e Americhe, secondo un sondaggio dell’università di Reykjavik almeno l’80 per cento degli abitanti crede nell’esistenza del «popolo nascosto». Un censimento ha stabilito che in Islanda c’è un elfo, uno gnomo o un fantasma ogni 500 abitanti. Vivono in casette costruite dalla popolazione apposta per loro ed è meglio non irritarli. Le vedi, in molti giardini, e ancora riesci a mantenerti lucida. Da queste parti, se durante i lavori di costruzione di strade o edifici dovesse verificarsi una serie di incidenti o contrattempi, la spiegazione viene trovata nel fatto che senza volere si è disturbato un elfo e quest’ultimo si è vendicato con innumerevoli dispetti. La cosa pazzesca è che si provvede velocemente a spostare di qualche metro la zona dei lavori, complice il catasto, con buona pace di tutti, vivi e morti. Tu continui a stare sulle tue, scuoti la testa. Poi però sperimenti i vulcani, lo scricchiolio dei ghiacciai, il tuono delle cascate, la natura che sovrasta tutto, e ti fai prendere dai dubbi.
Le loro saghe, leggende, fiabe, parlano di uomini forti, faide, violenze. Gli islandesi si contendono coi «vicini» norvegesi un eroe nazionale vissuto nel 1200: in pieno Medioevo nordico, un certo Snorri Sturlusson occupava il tempo a scrivere racconti e a coltivare rapporti diplomatici coi suoi futuri carnefici. Intratteneva amici, moglie e numerose amanti in una piscina riscaldata con acqua proveniente da sorgenti geotermiche. Il Paese ne è pieno: i fiumi sotterranei toccano il magma che li surriscalda fino a 200 gradi e li spara in superficie. L’uomo li fa passare dentro le condotte dei termosifoni e ci scalda città e serre.
Sturlusson visse a lungo alla corte dell’allora sovrano di Norvegia come consigliere. Finché quest’ultimo, Hàkon Hàkonarson, non decise che dei suoi consigli non sapeva che farsene, lo chiamò traditore, lo allontanò da palazzo e mandò in Islanda una guarnigione di ottanta uomini incaricati di eliminarlo. L’eroe morì assassinato, lasciando testi monumentali (come la "Saga di Egil" l’"Edda in prosa") che narrano fatti veri e storie terrificanti sull’origine del mondo, specchio fedele dell’epoca in cui visse.
La letteratura contemporanea è frutto di una società del benessere figlia di Odino, di Thor e dei loro figli e fratelli. Sarà a causa dei lunghi inverni, ma qui c’è abbondanza di lettori, di scrittori e di storia: un decimo della popolazione islandese ha al suo attivo almeno una pubblicazione: scrivono racconti, articoli, poemi e poesie. L’Islanda conta 320 biblioteche per 350mila abitanti. Le voci più note di oggi sono quelle del premio Nobel Halldòr Laxness, nato nel 1902 e morto nel ’98 ("L’onore della Casa" e "Gente indipendente", ed. Iperborea); del «narratore urbano» Pétur Gunnarsson; dell’ottantenne Thor Vilhjàlmsson, che si divide tra l’Italia e la sua terra d’origine ("Il muschio grigio arde"; ed. Iperborea); di Einar Màr Gudmundsson, che ha dedicato ai piccoli lettori due racconti sul misterioso «popolo delle rocce» (ed. Mondadori). Elfi e folletti, sì, ancora loro. Ti seguono e ti perseguitano, accompagnandoti fino all’aeroporto di Keflavik. Solo lì, lontana da quelle coste merlettate, con i pensieri già a casa, torni a riordinare fatti e scherzi che gioca la fantasia. Sei quasi certa di averli visti, sicura di averli sentiti sussurrare tra i sassi di ossidiana, ma non lo racconti a nessuno.

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domenica, 21 agosto 2005

UN AFFETTO E LA VITA

Ho un affetto più grande di qualsiasi amore

su cui esporre inutilizzabili deduzioni

Tutte le esperienze dell'amore

sono infatti rese misteriose da quell'affetto

in cui si ripetono identiche.

Sono legato ad esso

perché me ne impedisce altri.

Ma sono libero perché sono un po' più libero da me stesso.

La vita perde intresse perché si è ridotta a un teatro

in cui le fasi di questo affetto si svolgono:

e così ho perso l'ebbrezza di avere strade sconosciute

da prendere ogni sera

(al vecchio vento che annuncia cambiamenti di ore e stagioni).

Ma che ebbrezza nel poter dire: "Io non viaggio più".

Tutto è monotono perché in tutto non c'è altro

che un certo luccichio di occhi,

un certo modo di correre un po' buffo,

un certo modo di dire "Paolo", e un certo modo

di straziare a causa della rassegnazione.

Ma tutto è messo in forse dal terrore che qualcosa cambi.

In ogni amore c'è la fusione tra la persona che si ama

e qualcun altro: ma ciò è naturale. Nell'affetto

ciò sembra invece così: innaturale:

la fusione avviene a tali profondità

che non è possibile darne spiegazioni, trarne motivi

per congratularsi, comunque essa sia, della propria sorte.

La tenerezza che tale affetto impone

al profondo, non conduce né a fecondare

né a essere fecondati, anche se per gioco;

eppure si soccombe ad esso

con lo stesso senso di precipitare nel vuoto

che si prova gettando il seme, quando si muore

e si diventa padri. Infine (ma quante altre

cose si potrebbero ancora dire..!),

benché sembri assurdo, per un simile affetto,

si potrebbe anche dare la vita. Anzi, io credo

che questo affetto altro non sia che un pretesto

per sapere di avere una possibilità - l'unica -

di disfarsi senza dolore di se stessi.

(P.P. Pasolini)

Postato da: onlyyou a 17:49 | link | commenti (1)

"Viandante, non è la via che le tue orme, nient'altro;

viandante, non ci son vie, la via si fa camminando.

La fai tu mentre cammini e se volgi indietro l'occhio

vedrai il sentiero che non ritornerai più a calcare"

(Antonio Machado)

Postato da: onlyyou a 17:31 | link | commenti (2)

sabato, 20 agosto 2005

VOGLIA DI VIVERE

di Abu Qàsim Al-Shabbi

Se un giorno un popolo volesse vivere, bisognerà che il destino risponda.

Bisognerà che la notte si manifesti, bisognerà che le catene si spezzino.

Colui che non è stato abbracciato dal desiderio di vivere, si volatilizza nell'aria e si estingue.

Guai a chi non è stato lacerato dalla vita con lo schiaffo della privazione dominante.

Così mi hanno detto le altre persone, così mi ha parlato la loro anima nascosta.

Mormora il vento lungo i sentieri, sui monti e sotto gli alberi.

Ogni volta che dirigo lo sguardo verso un punto, cavalco la speranza e dimentico la prudenza.

Non evito i cammini impervi né la palla di fuoco rovente.

Chi non ama scalare le montagne, vivrà per sempre tra le fosse.

Postato da: onlyyou a 17:57 | link | commenti (2)